Il Barranco del Infierno è chiuso mentre il costo dei lavori si quintuplica

pag08 barrancoPer decenni, il tracciato del barranco del Infierno è stato percorso da centinaia di persone al giorno nei suoi diversi segmenti. Ma, da quasi dieci anni, quest’area protetta è diventata un’enclave di eventi tragici, incidenti, cadute, salvataggi, lavori, infinite relazioni e chiusure da parte del Comune. L’ultimo episodio di questa serie di assurdità è almeno bizzarro. Dopo essere stato chiuso più di cinque anni a seguito di un incidente mortale (la caduta di una pietra che ha causato la morte di una cittadina tedesca), il Comune di Adeje era pronto ad assegnare la gestione della riserva naturale speciale ad una società per migliorare il percorso. E aveva stanziato un budget di 40.000 € per eseguire i lavori necessari. Ma le opere del progetto non sono neppure iniziate. Le pesanti piogge di dicembre hanno causato danni significativi al sentiero e alcune settimane fa una turista è caduta da circa cinque metri di altezza e si è fatta male perché il sentiero era semplicemente scomparso. E il sentiero ufficialmente ha chiuso di nuovo. Turisti e visitatori non possono più, addirittura, nemmeno accedere alla piazzola  belvedere che c’è all’ingresso. Una società ora sta conducendo uno studio per determinare il budget necessario a sistemare i danni esistenti, e per rendere nuovamente percorribile la strada. Allo stato attuale i costi potrebbero quadruplicare o quintuplicare, non sarebbe strano che servissero 200.000 euro. Ma la verità è che non c’è ancora una valutazione esatta, e il Comune di Adeje deve fare un ulteriore bando di concorso per i lavori di consolidamento, perché il percorso torni ad essere sicuro. Non sarebbe la prima volta che si effettuano lavori sul letto del Barranco del Infierno per migliorarne l’accessibilità. Anni fa, è stato utilizzato addirittura un elicottero per il trasporto di materiali nei luoghi dove erano necessari.  Ci sono diverse aree dove il sentiero è letteralmente sparito e deve essere interamente ripristinato.  Nel Barranco del Infierno ci sono stati molti incidenti e qualche svarione, per esempio, quando per anni, né il consiglio tecnico né il Cabildo di Tenerife, hanno voluto firmare che l’area protetta era “adatta” per essere utilizzata da escursionisti, per paura che un incidente mortale potesse provocare loro una denuncia per omicidio, in base a ciò che è accaduto nel novembre 2009 nella spiaggia di Los Guíos a Santiago del Teide (due donne uccise da una frana che si è verificata un mese dopo il primo crollo). Fino ad allora, le statistiche elaborate dall’amministrazione dell’isola lo davano come la seconda area protetta più visitata di Tenerife, dopo il Parco Nazionale del Teide.  E’ stato proprio questo fatto e la folla di visitatori che accoglieva, che ha spinto il Cabildo e il Comune ad attivarsi per controllare e regolamentare le visite. E uno degli argomenti negativi è stato l’avventatezza di alcuni turisti che accedevano al percorso senza scarpe o abbigliamento adeguato. 

(dalla Redazione)