Successione legittima in Spagna

pag04 SUCCESSIONELa successione a causa di morte è un argomento vasto e, nel caso in cui il defunto possieda beni (mobili, ad esempio somme di denaro depositate in conto corrente, o immobili, ad esempio appartamenti o terreni) in uno Stato diverso da quello di cittadinanza o residenza, può rivelarsi una faccenda anche molto complicata. Qui mi propongo di fornire solo alcuni spunti di riflessione in relazione al caso di successione legittima, ossia di successione in assenza di valide o complete disposizioni testamentarie.

In applicazione del principio di cittadinanza (accolto sia dal diritto internazionale privato italiano che spagnolo), la successione è primariamente regolata dalla legge nazionale del defunto al momento della morte. Quindi, a prescindere che il defunto cittadino italiano risieda in Italia o in Spagna, saranno le norme successorie contenute nel Codice Civile italiano a regolare gli aspetti sostanziali della successione, quali l’individuazione dei soggetti aventi diritto a spartirsi l’asse ereditario e la definizione dei criteri proporzionali di tale spartizione.

Il discorso è differente in materia di imposte di successione, non solo perché concorrono a disciplinare la materia i diritti tributari di entrambi i Paesi ma anche perché le rispettive norme vengono applicate in base a criteri distinti: la residenza del defunto il nostro diritto tributario, la residenza dell’erede quello spagnolo. Quindi, cosa può succedere?

1) se al momento della morte, il caro estinto e l’erede risultassero entrambi residenti in Italia, quest’ultimo dovrebbe pagare l’imposta di successione sull’intero asse ereditario (beni e diritti in Italia e all’estero) secondo le disposizioni fiscali italiane, nonché le imposte stabilite dalla Spagna relativamente alla porzione di patrimonio situato in territorio spagnolo;

2) se risultassero entrambi residenti in Spagna, si verificherebbe la situazione opposta, ossia l’obbligo per l’erede di pagamento delle imposte spagnole sull’intero patrimonio, nonché di quelle italiane sul patrimonio esistente in Italia;

3) se il defunto fosse residente in Spagna e l’erede in Italia, quest’ultimo dovrebbe tributare in Italia relativamente ai beni e diritti esistenti in territorio italiano ed in Spagna relativamente al patrimonio all’interno del territorio nazionale spagnolo, ovviamente  sempre secondo le norme tributarie dei rispettivi Paesi;


4) se il defunto fosse residente in Italia e l’erede in Spagna,  quest’ultimo si vedrebbe costretto a tributare in relazione all’intero lascito sia secondo le  norme italiane che secondo quelle spagnole.

Per evitare o quantomeno limitare il rischio che i beni situati all’estero siano assoggettati ad una doppia imposizione fiscale, normalmente entrano in gioco specifici trattati o accordi internazionali stipulati tra i Paesi coinvolti nella successione. In ogni caso l’ordinamento italiano ha preordinato, quale strumento applicabile anche in assenza di eventuali trattati, il cosiddetto istituto del credito d’imposta, in base al quale dall’ammontare dell’imposta successoria italiana è possibile detrarre l’imposta da pagare all’estero, nei limiti in cui quest’ultima è riferibile ai beni esistenti all’estero.

Va precisato però che, benché entrambi gli ordinamenti prevedano scaglioni contributivi che seguono il grado di parentela tra il defunto e gli eredi, redditi non imponibili o sgravi fiscali (ad esempio in relazione alla prima casa), possono differire non poco nel calcolo della base imponibile così come dell’aliquota applicabile o nelle condizioni che devono sussistere per l’applicazione di eventuali privilegi fiscali. Nella pratica pertanto, i nostri connazionali spesso non hanno la possibilità di utilizzare molte delle agevolazioni previste dal diritto tributario spagnolo od ottenere un pieno credito d’imposta in Italia.

Valgono le stesse regole anche per la  successione testamentaria?

Fondamentalmente sì, però vi sono alcune differenze. Innanzitutto la possibilità di disporre che la successione sia regolata dalla legge del Paese di ultima residenza, se diverso dall’Italia: tale opzione può rivelarsi utile qualora il testatore ritenga tale normativa più vantaggiosa per i propri interessi. Inoltre, la possibilità di identificare a priori gli aventi diritto e lasciare specifiche disposizioni circa la divisione dei beni in forma scritta può semplificare notevolmente le procedure successorie sia in Italia che in Spagna.

(Avv. Elena Oldani)