Isole Cayman: da palude infernale si son trasformate in un paradiso (vero, non solo fiscale)

2eo9lp3Quando nel 1503 Cristoforo Colombo scoprì Grand Cayman, gli unici abitanti di questo gruppo di isole tra la Giamaica e la penisola messicana dello Yucatan erano coccodrilli, tartarughe, iguane ed insetti. Egli la chiamò Las Tortugas. Non ci volle molto tempo perché Las Tortugas diventasse il covo del corsaro più famoso delle Indie Occidentali, da cui partiva per depredare da Panama a Cuba le flotte dei galeoni spagnoli ricolmi di tesori, lungo la leggendaria via del mare conosciuta come la “Rotta spagnola”. Nel 1586, Sir Francis Drake si presentò da quelle parti con una flotta di 23 navi corsare (di pirati assoldati dal governo inglese) depredando le navi mercantili spagnole. Quattro anni più tardi, Tortuga alle Cayman divenne una colonia britannica e così è rimasta da allora. Quando visitai le Cayman nel 1970 avevano solo 10 mila abitanti. C’era un modesto albergo per subacquei, il Galleon Beach. Dense nubi di zanzare ronzanti, assetate di sangue, resero impossibile stare fuori dall’hotel dopo il tramonto. Chi lo fece senza del DDT sarebbe stato mangiato vivo.

Due fattori hanno contribuito al cambiamento delle Cayman, da inferno pieno d’insetti al quinto centro bancario, e al secondo più importante paradiso fiscale del mondo dopo la Svizzera. In primo luogo, una intensa campagna di controllo delle zanzare e di drenaggio delle paludi, la quale ha ucciso la maggior parte degli insetti dell’isola. In secondo luogo, la colonia della Corona britannica ha adottato una politica di esenzione fiscale, rimuovendo eventuali restrizioni sul flusso di fondi. I responsabili del trasporto per i porti di New York e Londra presso le Indie Occidentali, per i quali stavo lavorando a quell’epoca, mi mandarono alle Cayman per aprire delle banche. Ne fondai tre, compresa la mia preferita, la German-Atlantic Bank. Vorrei essere rimasto nel settore bancario, i miei principali ebbero una notevole lungimiranza. Quarantaquattro anni dopo, le Cayman ospitano quasi 300 banche, società di assicurazioni di ogni tipo, e oltre 10 mila hedge funds, gestendo circa 36 miliardi di dollari in fondi, così come registri per navi ed aeromobili. La popolazione è cresciuta a 56 mila abitanti, quasi un terzo dei quali sono dirigenti finanziari espatriati. L’afflusso di affari bancari permette una vita senza tasse personali, e un reddito pro capite di 47 mila dollari, dando alle Cayman i più alti standard di vita nelle Indie Occidentali. Oltre il 50% delle entrate del governo provengono dal settore finanziario.

Con le loro acque azzurre, le spiagge bellissime, gli ottimi alberghi e i ristoranti rinomati, le comunicazioni altamente sviluppate e le ottime infrastrutture pubbliche, le Cayman sono un paradiso per i turisti e per la finanza. Al contrario, gli esattori delle tasse di ogni Paese le odiano. Queste isole sono un centro mondiale per il commercio legittimo, ma anche per la finanza imbrogliona e il denaro sottratto al fisco, a furenti ex mogli e alle cause legali. Ciò che rende le Cayman così attraenti è che rimangono una colonia britannica, significa che non rischiano nessuna rivoluzione o colpi di testa da parte di selvaggi fanatici. L’isole offrono ancora in gran parte un impenetrabile segreto bancario e sono un luogo sicuro per i vostri soldi. Per citare la meravigliosa descrizione di Somerset Maugham di Monaco è «un luogo soleggiato per persone ombrose».

Come Londra, le Cayman fingono di essere genuinamente britanniche e del tutto legittime, ma dietro le quinte vivono allegramente come la roccaforte pirata della Tortuga e il giamaicano Port Royal nei giorni del famoso bucaniere Henry Morgan. I pirati delle Indie occidentali oggi sono chiamati banchieri e gestori di hedge fund ed indossano magliette a righe e bretelle invece di bandane e bende sull’occhio. I telefoni cellulari hanno sostituito le sciabole. Ma le Cayman, come altri paradisi fiscali, sono all’estero pesantemente sotto attacco. L’anno scorso, il presidente Barack Obama ha individuato nelle Cayman uno dei principali malfattori finanziari. Gli appetiti dei governi di tutto il mondo affamati di tasse si stanno volgendo verso le Cayman.

L’Unione europea, di cui la Gran Bretagna finge a volte di essere membro, sta battendo i tamburi di guerra sul paradiso fiscale delle Cayman, ma il governo di Sua Maestà Britannica si rifiuta di estendere la legislazione Ue alle Cayman. Alcune azioni per controllare il flusso di denaro che scotta sono state prese, ma le Cayman restano aperte agli affari in un momento in cui molti altri paradisi fiscali li stanno lentamente interrompendo.

Le Cayman sono una brillante storia di successo, Colombo e Drake ne sarebbero orgogliosi. Peccato che tale modello delle Cayman non sia stato emulato dalla Giamaica, la quale è vicina alla bancarotta nazionale e sta soffrendo una disoccupazione al 50%.


(Da A Sunny Place for your Money da parte di Eric S. Margolis, saggista ed editorialista per varie testate giornalistiche statunitensi. (Traduzione di Luca Fusari per L’indipendenza)

(NdR chissà come sarebbero le Canarie se avessero seguito certe linee…)