L’Arte di essere Italiani! (all’estero)

pasta-bandieraPotrebbe sembrare una bestemmia, ma la capacità degli italiani di sopravvivere all’estero e di radicarvisi è straordinaria, quasi artistica.

Comincia con l’insinuarsi e incunearsi nei gruppi di coloro che l’hanno preceduto per carpire la “doverosa” informazione necessaria per il suo start-up personal-operativo; inizia una serie di interrogatori pratici sui social network che si fanno sempre più pressanti, sino a sfiancare gli eventuali contatti che, malauguratamente, hanno avuto l’ardire di rispondergli una prima volta. L’artifizio è scontato: Grazie per avermi accolto nel vostro Gruppo!! Il gioco è fatto ed inizia, non sempre lentamente e tatticamente condivisibile, la mungitura di informazioni, atta quantomeno a sopravvivere per i primi tempi, alla ricerca di un alloggio, di un eventuale lavoro e, perché no, di eventuali “amicizie” al buio.

Ma la vera e propria azione artistica inizia quando incomincia a blandire, non senza complimenti, coloro che l’”avviamento” se lo sono pagato a caro prezzo, caricando gambe in spalla, per iniziare il tour de force della propria emancipazione estera sulla propria pelle. La ricerca di informazioni e indirizzi per la richiesta del NIE è la più frequentata, subito dopo la ricerca di un tetto (vero e proprio punto di riferimento dell’italiano, non solo all’estero). Il reperimento di una location abitativa è il fulcro intorno al quale si possono sviluppare ulteriori ricerche per il trasferimento: l’auto a noleggio la posso chiedere a Tizio, naturalmente a prezzo da italiano ad italiano, informazioni relative al dove reperire prodotti italiani a Caio, ed infine “sai consigliarmi dove rivolgermi per trovare un lavoro, so fare un po’ di tutto!”, a Sempronio.

Quantomeno rilevo queste succitate estreme situazioni in questo mio primo lungo periodo a Tenerife, per certi versi piacevolissimo e per altri un po’ sconcertante! Eh già, il popolo italiano dei residenti comincia a chiudersi a riccio, come per mantenere privilegi giustamente acquisiti nel tempo da non condividere, però nel modo più assoluto, con gli ultimi Ulisse italiani sbarcati nella succitata “Terra Promessa”. “Patiscano come abbiamo patito noi; le nostre conoscenze sono il nostro bagaglio di benessere che, a tutti i costi, non vogliamo condividere con nessun altro, neanche “pari grado””.

Ma l’italiano appena “sbarcato” non si perde d’animo, ricomincia come formichina a chiedere informazioni di poco conto per crearsi un quadro sempre più ampio e per raggiungere le egoistiche vette di coloro che non hanno nulla da spartire con nuovi migranti!!

E la storia si ripete all’infinito, poiché infinita è la pazienza e disarmante la perseveranza del “nuovo che avanza”; mettetevi il cuore in pace, e come tutte le aggregazioni di stranieri all’estero aiutate i vostri ex concittadini, quantomeno ad indirizzarli ad organizzazioni in grado di soddisfare le loro esigenze che, un tempo, sono state di altri (che hanno memoria corta).


A questo punto spero di non aver urtato la suscettibilità di alcuno, e se tra voi c’è qualcuno che può darmi indicazioni per la procedura per il Nie, l’apertura di un conto corrente, il reperimento di una casa a prezzo ragionevole, un’auto a noleggio da riscattare eventualmente, gli indirizzi dei negozi con prodotti italiani, informazioni sulla vita locale degli italiani a Tenerife, si faccia avanti se ne ha il coraggio!! Attendo in Palm Mar una voce, meglio un coro amico che mi possa aiutare!

Dal vostro inviato aqui Marco Uzzo