L’Eclettismo dei numeri: 13 17 7

pag22 VENERDI_13Molta ambiguità nel campo della superstizione circola intorno al n.13, amuletico e difensivo, quando lo si indossa, in oro o in altro metallo, accanto al gobbetto e al cornicino, infausto e disastroso quando si indica un numero di casa o un posto in albergo o una data mensile. Ciò soprattutto dipende dal fatto che il n. 13 indica “il tradimento”, poiché nell’ultima cena il tredicesimo apostolo si identifica in Giuda Escariota che tradì Gesù.

Da qui nasce la preoccupazione che a tavola non si deve mai essere in tredici.

Molto più oscura è la storia che da origine alla negatività del n. 17. Non se ne conosce il motivo e, pertanto, può darsi che nella memoria popolare esso richiami la data di un’epidemia, un terremoto, una carestia o una eclissi. Questo nel mondo moderno, a memoria d’uomo si può dire. Nel mondo antico le cose andavano diversamente. Nelle Georgiche, Virgilio consigliava di scegliere come fortunato il decimo giorno del mese e di evitare il quinto. “Il settimo giorno dopo il decimo è’ quello propizio a piantare la vite, a domare i bovi presi al laccio e aggiungere licci alla tela”.

Anche il n. 7 assume significati magici: nel ciclo della vita umana si crede che ogni settimo anno comporti mutamenti dello stato della persona; 7 sono i sacramenti, i doni dello spirito santo, le virtù, i peccati mortali e i precetti della Chiesa.

Ma il 7 è anche un numero malaugurante, perché ricorda i 7 anni di espiazione che toccano a chi abbia ucciso un gatto, o anche i sette anni di disgrazia che colpisce chi rompe uno specchio o versa il sale.
Da quanto esposto si può dedurre che l’uomo, sempre al fine di evitare la monotonia della sua esistenza, ha bisogno, per distrarsi, di credere in queste cose futili, facendo proprio il detto “non è vero, ma ci credo”.

(Avv. Amalia Sica)