Cibo scaduto: quando si può mangiare e quando no

Diverse volte con il cibo scaduto si incorre in dei veri e propri sprechi.

Spesso finiamo con il gettare nella spazzatura gli alimenti, la cui data di scadenza appare sorpassata.

Lo stesso discorso vale anche per il cibo congelato, perché, una volta scaduto, crediamo che non vada ingerito.

Non sempre questa regola vale, a volte si può mangiare, ma tutto dipende dalle condizioni in cui si trova.

Bisogna stare attenti, perché gli effetti di mangiare un alimento scaduto potrebbero essere anche gravi e si potrebbe arrivare all’intossicazione.

Vediamo come regolarci.


Per la carne confezionata la durata è, in generale, di una settimana.

Più che altro dobbiamo guardare come appare questo alimento. Se vediamo che la polpa è diventata scura e il grasso è ingiallito, dovremmo stare attenti.

Il cioccolato ha una durata piuttosto lunga, che corrisponde circa ad 1 anno.

Tra l’altro, se la tavoletta viene protetta dal calore e dall’umidità, può restare buona da mangiare anche per mesi oltre la data di scadenza.

Se non prendiamo gli adeguati accorgimenti, si forma una patina bianca, determinata dal burro di cacao che arriva in superficie.

Per le verdure in busta non vale una regola generale, perché tutto dipende dal tipo di vegetale e dal taglio effettuato.

Potremmo fare riferimento a 1 settimana circa, però è sempre il nostro sguardo che deve suggerirci che cosa fare: se sono ancora belle, possono essere mangiate.

L’unico problema consiste nel fatto che contengono via via una dose sempre più ridotta di vitamine.

L’olio extravergine d’oliva dura fino a 18 mesi dal confezionamento.

In ogni caso dobbiamo essere particolarmente attenti, perché va protetto dal calore e dalla luce.

Per fare questo, bisogna chiudere bene il tappo e poi avvolgere la bottiglia con la carta alluminio.

Il latte fresco ha una durata di 5 giorni a partire dal confezionamento.

Il giorno dopo la data di scadenza generalmente l’alimento è ancora buono da mangiare, dopo è da considerarsi scaduto.

Per non rischiare, va fatto bollire.

Lo yogurt può essere mangiato fino ad un mese dal confezionamento, anche se, man mano che il tempo passa, i fermenti lattici,  diminuiscono in quantità.

Per quanto riguarda il burro, ricordiamoci che può essere usato entro 1 settimana dopo la data di scadenza: è importante, però, che non sia ingiallito.

I formaggi freschi confezionati possono essere mangiati nel giro di 2 o 3 giorni dopo la data di scadenza.

E’ fondamentale, comunque, che la superficie non sia alterata.

Discorso un po’ diverso per quelli stagionati, la cui durata va anche oltre 1 mese dalla data di scadenza.

Non occorre nemmeno che le uova, se sono fresche, vadano conservate in frigorifero, perché possono durare fino a 20 giorni.

Se si tratta di prodotti acquistati nei negozi, bisogna ricordarsi di consumarli entro 2 o 3 giorni dopo la data di scadenza, ma mai crude.

La data di scadenza è fondamentale per la sicurezza dei cibi, per farci capire se un cibo può essere consumato oppure no.

Essa deve essere visibile in maniera perfetta sulla confezione, scritta a caratteri grandi e su uno sfondo chiaro.

Il discorso vale soprattutto per gli alimenti freschi, come le uova, il latte e i prodotti caseari.

Come conservare gli alimenti in frigo

La conservazione degli alimenti in frigo non deve essere affidata al caso, ma deve rispettare delle regole specifiche.

Bisogna stare attenti a mantenere le varie confezioni staccate dalla parete di fondo, per evitare il contatto con l’umidità.

Gli alimenti crudi dovrebbero essere separati da quelli cotti e questi ultimi dovrebbero stare ben chiusi all’interno di contenitori.

Dobbiamo ricordarci che i latticini assorbono gli odori, quindi anche questi vanno riposti in confezioni ben sigillate.

Per proteggere i formaggi, come il grana o il parmigiano, si possono usare la carta oleata o i fogli di alluminio.

La frutta e la verdura devono restare ben pulite in sacchetti con dei fori.

(Bina Binella)