Guachinche o ristorante?

pag05 guachinceIl Cabildo di Tenerife avverte di un uso improprio del termine “guachinche”

Sono partite già le prime lettere ai proprietari di bar e ristoranti sull’isola che utilizzano il termine guachinche in modo improprio per attirare i clienti,  al fine di “proteggere” il termine e soprattutto la categoria.

Finora sono stati riconosciuti e legalizzati 101 “guachinches” degli oltre cinquecento che sembra esistano nell’isola, quasi un “fenomeno sociale” quelli che sono sorti in alcuni comuni nel sud dell’isola, con segnaletica in russo. Secondo il Cabildo, la gastronomia canaria, e Tinerfegna in questo caso, è la “punta di diamante” del turismo a Tenerife e, attraverso manifestazioni come “Saborea Tenerife” o “Tenerife Rural”, oltre alla grande varietà di prodotti di stagione, hanno fatto sì che i “guachinche” siano parte del paesaggio e della cultura dell’isola, quindi vanno salvaguardati come “unici”. Il libro che è stato recentemente presentato, “Vamos de guachinches… y otras casas de comida” vuol essere una vera e propria guida, da tenere in macchina, un lavoro che è un “omaggio” alle famiglie isolane legate alla tradizione del vino di Tenerife, che hanno recuperato “la cocina de las abuelas”, dove i veri “guachinches”  diventano un “sentimento” e un luogo di incontro tra amici. L’autore del libro colloca l’origine dei “guachinches” nei primi anni ’60 del secolo scorso, in tempi di crisi economica, che ha costretto molti agricoltori a vendere direttamente il vino per una eccedenza dello stesso.

(dalla Redazione)