Cos’è la licenza municipale?

pag04 se_traspasaLa licenza municipale consiste in un documento che accredita il compimento delle condizioni legali per l’esercizio di una determinata attività in un determinato locale. Dovrà pertanto rinnovarsi/modificarsi ogni volta che cambi l’attività sviluppata nel locale, che ci siano modificazioni della stessa o che cambino  i titolari come in caso di “traspaso” (cessione). I requisiti necessari per ottenere una licenza sono molteplici, ma variano soprattutto in funzione della classificazione dell’attività che si intende intraprendere, come “inocua” (innocua) o “calificada” (letteralmente qualificata). Le attività innocue sono quelle che non generano un significativo impatto ambientale quanto a salubrità, igiene ed emissioni sonore, né mettono a rischio beni o persone. Si considerano attività innocue molti piccoli commerci, come negozi di moda, negozi di prodotti alimentari non perituri, oppure uffici per la prestazione di servizi. Le attività qualificate sono quelle considerate come potenzialmente fastidiose, insalubri o pericolose (attività industriali, alberghi, ristoranti, bar, determinati commerci e servizi ecc.) e che pertanto richiedono l’adozione di specifiche misure sanitarie, di sicurezza e/o ambientali. A prescindere poi dalla classificazione dell’attività, sarà molto importante osservare tutte le disposizioni di legge circa l’accessibilità per persone invalide e munirsi di specifiche licenze d’opera nel caso in cui sia necessario ristrutturare il locale. Alcune attività richiederanno inoltre il rispetto  delle norme di insonorizzazione (ad esempio pub o discoteche), di igiene e manipolazione di alimenti (ad esempio ristoranti, bar e caffetterie), delle norme anti-incendio (ad esempio alloggi turistici o attività industriali) o, addirittura, di munirsi del permesso condominiale dell’edificio nel quale il locale è ubicato. Esulano da tali incombenze le attività professionali, artigianali ed artistiche che si realizzano nel proprio domicilio, a patto che non esista vendita o attenzione diretta al pubblico e non si causi disturbo ai vicini.

CHE COSTI HA UNA LICENZA?

Le principali voci di spesa sono rappresentate dalle tasse municipali, che si calcolano tenendo in conto la rilevanza commerciale della strada, il volume del locale ed il tipo di attività, nonché dalla relazione tecnica sulla struttura del locale, che dipenderà dalla complessità del progetto da realizzare e dall’onorario del professionista selezionato (architetto, geometra o ingegnere tecnico industriale).

E’ facile intuire che le attività innocue hanno un procedimento di legalizzazione più semplice, con minori requisiti e costi associati, mentre nel caso delle attività qualificate è necessario presentare un progetto tecnico comprensivo di relazioni urbanistiche, industriali, sanitarie, ambientali o giuridiche.

QUALI SONO I TEMPI PER OTTENERE UNA LICENZA?

Poiché i tempi di risposta da parte dei singoli Municipi possono rivelarsi estremamente lunghi (parliamo di diversi mesi, spesso anche un anno, dipendendo dal carico di lavoro degli uffici competenti), nel marzo 2011 è stata varata la “Ley de Economia Sostenible” e  nel maggio 2012 è stato emanato il “Real Decreto Ley de medidas urgentes de liberalización del comercio y de determinados servicios” proprio con l’obiettivo di snellire un processo burocratico spesso troppo gravoso per piccoli e medi imprenditori. L’intervento legislativo del 2011 ha finalmente legalizzato l’applicazione, già ampiamente diffusa nella pratica, del cosiddetto principio di “silenzio assenso”. In base a tale principio, per cui il silenzio dell’autorità amministrativa è da considerarsi equivalente ad un provvedimento di accoglimento della domanda, in molti casi già si tollerava di fatto l’apertura dell’attività, pur essendo l’imprenditore ancora in attesa dell’emissione della licenza. Ad oggi pertanto, fatte salve le eccezioni previste dal testo normativo, se il locale compie i requisiti richiesti dalla legge, può legalmente aprirsi il commercio in forma provvisoria in attesa della licenza definitiva. Tuttavia, restando ai singoli Municipi piena facoltà di verifica di tali requisiti in qualsiasi momento in pendenza della suddetta licenza (pena l’applicazione di eventuali sanzioni quali la chiusura dell’attività e/o il pagamento di una multa), resta un’opzione raccomandabile solo all’imprenditore sicuro che la propria attività risponda a tutte le esigenze legali. Il Real Decreto Ley 19/2012 ha poi sancito che, se l’attività in questione rientra tra quelle in esso espressamente indicate (fondamentalmente attività classificate come innocue), e si tratta di un’attività commerciale al dettaglio la cui superficie utile di esposizione/vendita al pubblico non sia superiore a 300 metri quadrati, la necessità di licenza viene integralmente sostituita da una semplice dichiarazione responsabile di inizio, modificazione o cessione di attività. All’Amministrazione resta sempre la facoltà di verificare a posteriori l’effettiva sussistenza dei requisiti dichiarati dall’imprenditore. Queste disposizioni legislative hanno inciso positivamente sui tempi di avviamento dell’attività, riducendo senz’altro i costi extra legati all’attesa delle licenze, così come il rischio di sanzioni per il semplice fatto di aver avviato l’attività prima della formale approvazione amministrativa, ma non hanno eliminato in nessun caso i costi relativi alla relazione tecnica e alle tasse municipali.


CONSIDERAZIONI FINALI

A prescindere dalle informazioni di carattere generale qui fornite o dalle molte altre che possono essere facilmente reperite in rete, poiché ciascuna Amministrazione Comunale dispone di margini interpretativi nell’applicazione  della legge, consiglio caldamente a coloro che avessero intenzione di aprire un’attività di recarsi presso il Municipio ove l’attività avrà sede, per chiarire direttamente con gli uffici competenti (“sezione urbanismo” “sezione licenze” ecc.) i passi concreti da compiere ed ottenere la modulistica adeguata.

(Avv. Elena Oldani)