Lettere al direttore

201403_leggotenerife-2Sui gruppi di Facebook ho dato dei consigli sempre solo per esperienze fatte personalmente. Quando ero nel dubbio mai ho scritto “mi sembra che”, ma a volte ho scritto “se nel frattempo le leggi sono cambiate”, perché in quest’isola, effettivamente, cambiano dall’oggi al domani. Questo preambolo è per dirvi che, quando sono seduta al bar o sulla spiaggia o per strada, e sento parlare in italiano, mi avvilisco, perché magari sono persone che hanno usufruito di un mio modesto consiglio oppure con cui abbiamo scherzato insieme su qualche post. Mi piacerebbe chiederglielo, ma non vorrei essere invadente. Dovremmo, noi delle pagine, inventarci una spilla di riconoscimento, come fanno tante associazioni, così potremmo scambiare quattro chiacchiere, prendere un caffè insieme. Molto importante sarebbe continuare il rapporto iniziato virtualmente. Trovarsi in un paese nuovo non è facile. Aver lasciato gli affetti in Italia è triste, ma se qua ci fosse la possibilità di incontrarne di nuovi darebbe forza e consolazione.

Maria Laura Faconti

 

Gentile Sig.ra Maria Laura,

troviamo ottima la Sua idea di creare un’Associazione di italiani qui a Tenerife, come effettivamente se ne riscontrano diverse in altri stati esteri, peraltro ben funzionanti e che promuovono spesso la cultura italiana nel paese ospitante. Colgo l’occasione della Sua lettera per lanciare un appello a connazionali volonterosi: mandateci idee e proposte, le valuteremo assieme… chissà mai che ci riuscissimo.