Il voto fa godere l’aguzzino e le vittime si scannano tra loro

PAG01-01_t-shirtmockupImmaginate un contadino soggiogato dalle legioni di Roma che hanno conquistato la sua terra. Viene imprigionato e buttato nell’arena insieme ad altri poveretti come lui. Chi sopravvive sarà libero. Da quell’arena si esce liberi o morti. Il contadino prigioniero cercherà di ammazzare gente innocente che lui non conosce neanche. E’ autodifesa, non complicità. Lo Stato moderno invece è assai più subdolo e raffinato di Roma antica perché ha indottrinato le masse facendo credere loro che libertà significa soggiogare il tuo prossimo che esce sconfitto dall’arena elettorale. Molti votano pensando di “difendersi”. Ma così come Roma dominava incontrastata sia su chi vinceva che su chi perdeva, allo stesso modo lo Stato moderno, vale a dire e i potentati che ne sono al comando, dominano incontrastati sia su chi vince che su chi perde le elezioni. Il che testimonia l’assoluta inutilità di votare. Al sistema non interessa cosa hanno votato gli elettori, interessa unicamente che i cittadini e le imprese lavorino e versino una parte del ricavato della loro fatica nelle casse dello Stato, cioè nelle tasche di chi fa le leggi e amministra il denaro pubblico. Questo ricavato è diventato, negli anni, di dimensioni mostruose. Chi cerca di sottrarsi a questa violenza, per l’opinione pubblica è un criminale, è un evasore fiscale. Grazie all’indottrinamento di Stato. operato attraverso la scuola pubblica e i programmi ministeriali, le vittime condannano moralmente le altre vittime e parteggiano per gli aguzzini. Ancora peggio, la base inconscia della condanna è l’invidia sociale per i più ricchi o per quelli che riescono a mettere in salvo il frutto del loro lavoro. Se cercate la spiegazione del motivo per cui il risentimento, l’astio e l’invidia sembrano dominare i nostri rapporti sociali, siete serviti. Lo Stato intossica la vita degli uomini. Più è pervasivo, più la vita sociale è degenerata. Non c’è alcuna possibilità di uscire da questa trappola esistenziale finché le persone non prendono coscienza che questa “è” una trappola. Insegnare cos’è la libertà a uno schiavo che non sa di essere tale è impresa al limite dell’impossibile. Purtroppo non c’è altro modo che combattere questa battaglia culturale sapendo di essere dalla parte dei pochi.

(Mauro Gargaglione per LeonardoFaccoEditore)