L’Italia nel pallone (dappertutto): dalla politica alla polemica

.Carissimi,

ecco la riprova delle sbandierate performances calcistiche del nostro (diventato) irriconoscibile Paese di minchia, al quale, all’estero, talvolta mi fanno vergognare di appartenere, e in cui non mi riconosco quasi più.  Un Paese di palloni gonfiati, alla deriva economica e morale, nel quale gli avversari politici si odiano a morte, si ruba a man bassa senza più vergognarsi, si ingannano gli elettori, si dibattono incessantemente temi sul “sesso degli angeli” con fiumi di saliva sulla “finanza creativa”, blaterando con deprecabili tormentoni di luoghi comuni e neologismi anglosassoni tipo: start up, spending review, follow up, gap, rating, management, spread, governance, e stronzate varie, alla faccia della rispettabile Accademia della Crusca e quella dei Lincei. Tutto ciò per annebbiare le idee al popolo bue, per confondere la limitata conoscenza etimologica delle povere casalinghe e della gente semplice di provincia, che nel frattempo arranca quotidianamente per arrivare a fine mese (quando ci arriva). Il massimo dell’eloquenza linguistica dei nostri illustri rappresentanti, quasi tutti dottò in Scienze Politiche (gentilmente elargite da improbabili atenei nostrani o svizzeri o albanesi), durante le interviste in Europa o negli USA, somiglia molto a “what time is it” oppure “the book is on the table”, con l’orrendo “air bag your pardon” (traduci e trasecola) etc. Ciùmbia che cul-tura! Auguro che possa arrivare a tutti quanti loro un accidente, da fulminarli “sulla via di Damasco” e restarci secchi.

I nostri incompetenti premiers & impomatati accoliti di corte (nessuno escluso tra parolai prezzolati e mignotte di scorta), fuori dello Stivale non sanno esprimersi altro che col dialetto romanesco, napoletano e brianzolo. Per sputtanare ad oltranza l’Italietta mancava soltanto l’ennesimo tonfo dei nostri pagliacci miliardari. Un esercito di ragazzotti mediaticamente montati, culturalmente semi-analfabeti, bardati come cavalli da parata con Rolex, Prada, Vuitton, Nike, Adidas, Armani, Valentino, Ferrari, Porsche, Maserati, ville milionarie, fighette e zoccole a go-go. Domanda: ma questi “garzoncelli scherzosi” (di Medicea memoria liceale), strapagati e super viziati, quando mai riescono a trovare il tempo per concentrarsi sugli obiettivi prioritari di una competizione nazionale o internazionale? Vanno in giro abbigliati come ridicoli clowns, dalle acconciature idiote e dai tatuaggi schifosi su tutto il corpo, studiati soprattutto per mettersi in mostra nella grande “vetrina calcistica mondiale”, usata come ricerca per eventuali nuovi ingaggi. Ma che domande, non ne hanno il tempo materiale; inoltre, dai dialoghi rilasciati nelle interviste obbligate per contratto, si comprende facilmente anche quale sia la taratura del loro Q.I. (!) Do you understand? Yes, I know, we can.

Carissimi, mi rendo conto di sfogarmi con un pretesto, senza chiedere il vostro permesso, e di avervi scosso inopinatamente da un piacevole sogno; ma convenite con me: non è che sia proibito sognare, anzi se proprio si deve, è meglio che lo si faccia ad occhi aperti, così da evitare brusche cadute dal letto. E’ anche inutile che qualcuno di voi, “tifoso da divano” oppure “sportivo da video-game” in salotto, storca il naso, quando un rompiscatole, come il sottoscritto, lo sveglia dal dolce letargo di una overdose di calciomania. Ce lo avete davanti allo specchio lo spettacolo della “Condizione umana” (Malraux) in cui ci dibattiamo; n’est ce pas? E continuiamo ad illuderci che prima o poi arrivi l’uomo della Provvidenza, un superman capace di ribaltare la triste realtà e di infondere nuove energie alle masse inerti, aprendo nuove frontiere e nuovi orizzonti di gloria.  Insomma la Massa è comunque assimilabile ad una “femmina impaziente” che vuole delle certezze, ergo ha bisogno di un Uomo poderoso (un toro da monta più che altro), che la scuota, la faccia vibrare e godere, la impollini e le inculchi (occhio alla pronuncia) nuove anelate sensazioni patrie.

Ce n’era uno in passato, sia pur discutibile finché si voglia, ma l’Europa colonialista lo ha isolato e i connazionali lo hanno appeso in piazza, come un lampadario, 60 anni fa. Ultimamente un altro, anch’egli discutibile, meno competente, ma più mediatico, si è immolato sull’altare della F.I.G.A. (Federazione Italiana Giovani Amatrici) e, con la sua tignosa testardaggine, si è ridotto a dover subire ogni tipo di umiliazione, sino a dedicarsi, suo malgrado, ai servizi sociali (però ha sempre la Federazione di cui sopra sotto il naso, ed è pieno di soldi, alla faccia del proletariato).

Certo oggi siamo in democrazia (?) e non si uccide più nessuno fisicamente, bensì mediaticamente, a colpi di gossip, di scandali, di bunga-bunga, di giustizialismo unilaterale, etc.; però l’importante è sopravvivere, in attesa della riscossa. Sissignori, prima o poi ci sarà, ma sempre a Dio piacendo, perché le vie del Signore sono infinite (e del tutto incomprensibili). Oh yes! you can, of course; non è proibito sognare ad occhi aperti. Intanto, pregasi guardare con attenzione la competizione in essere senza sorridere; non fa bene alla vista e non ringalluzzisce il battista.


(Il Solito Marco Uzzo)