Dal nostro Psicologo: L’avventuriero (libero come il vento che soffia)

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Da questo mese Vi presentiamo, uno al mese, una serie di profili di italiani a Tenerife, solitamente appena arrivati o qui da poco, salvo rare eccezioni (tipo il settore “Mistici” o “Esperti”, persone qui da molto o che qui non ci verranno mai). Il tono è spudoratamente ironico e caricaturale anche se non possiamo dichiarare, onestamente, di non aver mai incontrato qualcuno che non corrisponda esattamente a certe descrizioni… che la realtà superi la fantasia è concetto noto. Sarebbe divertente riuscire a riconoscersi in alcuni di questi, con una buona dose di auto ironia. Per chi ne fosse sprovvisto, consigliamo di passare oltre o di lasciare un commento “in carpione” con molto, moltissimo aceto.

 

 

L’avventuriero (libero come il vento che soffia)

Arriva qui con un volo low cost di 4 ore, ma si atteggia come se fosse appena sbarcato dal suo galeone battente bandiera nera, è stanco, ovviamente, ma è un avventuriero abituato a grandi sfide, quindi non si spaventa. Fiero, vuole solo un “buon” caffè, possibilmente all’aeroporto… non gli piacerà… farà finta di niente per non far la figura dello sprovveduto e lo vedremo al prossimo bar ordinare una birretta, con indifferenza.


Non sa dov’è. Sapeva di andare in un posto del quale aveva solo sentito parlare, ma non sapeva che i racconti fossero tanto distorti; quindi, per prima cosa, si informa sui permessi da chiedere per aprire un bel chioschetto sulla spiaggia:

– Cioè, sai, tipo con il tetto di paglia che ci fai anche musica

– Sì, capito, tipo come se fossimo in Messico

Non parla spagnolo, ma è convinto di capirlo benissimo, perché dieci anni fa ha avuto una storia di due settimane con una spagnola, quindi ti stoppa ogni volta che gli traduci qualcosa… che tenerezza, un altro che ordinerà il riso perché ha voglia di mangiare l’arrosto, un bel riso con patate fritte. Dopo cena vuole andare in un qualche posto in cui ci sia musica “giusta” e “movimento” e quindi si informa sulle zone giuste ossia dove sono i dj, quelli giusti

– Cioè vuoi dire… tipo Ibiza?

– Ecco sì! Così!

Che ne sarà di lui? Dopo un iniziale momento di completa confusione, in cui comincerà a sospettare che Tenerife sia un posto “strano”, lo ritroveremo, tra qualche mese, meno atteggiato e più tranquillo, ad una festa sulla spiaggia. Dividerà casa con qualche amico conosciuto di recente, avrà una cotta per una peninsulare che lo piglia e lo molla, ma lo ama molto, avrà imparato lo spagnolo e ogni tanto lavorerà qua e là. Di fatto avrà poche spese e starà benissimo.

(LEM)