Immunocosmesi…?

pag10_469992461Le creme al DNA sono superate, è la volta dell’immunocosmesi. che sembra rallentare la perdita del “controllo” della pelle. nei confronti di stress e attacchi esterni che, dai 20 ai 50 anni di età, cala di oltre il 60% accelerando l’invecchiamento. Lo sostengono i ricercatori del Massachusetts General Hospital di Harvard, Cutaneous biology research center. Un investimento partito con un accordo siglato nel 1989 di 85 milioni di dollari, come riportava all’epoca il New York Times, per indagare la biochimica delle proteine e gli effetti dei raggi UV, delle allergie e dello stress sulla pelle e sulla pigmentazione. In 25 anni, l’accordo ha fruttato, per ora, una scoperta che gli studiosi definiscono “rivoluzionaria”, perché modificherà le abitudini nella cura della pelle. Se nei paesi dell’Est sono già in commercio prodotti di bellezza che non si applicano sulla pelle ma si bevono, come il tè contro i raggi UV o i succhi al collagene, sono attesi in autunno in Europa, Italia inclusa, i primi cosmetici “ibridi” che, spalmati sul viso, ne rinforzano il sistema immunitario cutaneo.

Buon cibo, buon sonno e una buona fortuna sono i fattori basilari per il mantenimento di una cute sana e attraente. Seguono l’assunzione di integratori, una buona detersione e la cura cosmetica. Ora abbiamo un’arma in più che si inserisce in questi riti di bellezza per donne e uomini. In futuro non avremo più cosmetici che svolgono azioni specifiche, conosceremo sempre meglio le interazioni tra le cellule del corpo e otterremo trattamenti mirati ad interi sistemi non più a singole cellule.

(Anna Maria Lanci)