Il malocchio e la iettatura

pag22_malocchio_gPer malocchio deve intendersi un’influenza negativa e nefasta esercitata da uomini, da cose, da animali e da speciali situazioni su altri uomini, intenzionalmente o involontariamente.

A base di detta credenza sta il potere attribuito all’occhio, come centro dal quale può promanare un influsso distruttivo e malaugurante, ma questa funzione negativa dell’occhio che “getta” il male (onde il termine iettatura), è raramente avvertita e percepita.

Nelle culture popolari italiane, lo iettatore non opera solo attraverso lo sguardo, il cosiddetto “occhio secco” dei dialetti meridionali, ma sembra operare attraverso l’insieme di molte caratteristiche, che formano un vero e proprio stereotipo: il vestire di nero, come nel lutto, il portare occhiali neri che impediscono di vedere gli occhi, parlare sempre delle proprie malattie o di quelle degli altri etc.

Il malocchio storicamente sembra essere collegato ad un potere magico attribuito allo sguardo desideroso o invidioso dei beni altrui.

Di qui, uno dei nomi con i quali gli antichi lo designarono è INVIDIA, che nella sua composizione etimologica significa guardare male o guardare contro (in=contro, video=guardare).

Quando si parla di malocchio, si parla di qualcosa che è parte integrale della cultura napoletana e campana in genere, ma talvolta anche della cultura nazionale.


E’ a Napoli che sorge una sorta di ansia intorno a persone, oggetti, animali, situazioni, che portano disgrazie. Celebri personaggi, oggi, come nei secoli scorsi, sono stati circondati da questa mala fama e costringono gli altri a ricorrere ad amuleti o a gesti difensivi.

Fra tutte le superstizioni, quella relativa al malocchio ha una singolare efficacia reale.

Anche se la meccanica della iettatura è fondata su un inesistente rapporto fra la persona colpita e il portatore del potere malefico, la credenza può determinare una suggestione così intensa da ingenerare, in chi vi crede, quasi una predisposizione a cercare occasioni negative e a farsi vittima di disgrazie, secondo le linee di tendenze inconsce autolesionistiche ben chiarite da Freud.

La fede nella iettatura rende iettato, perché essa determina un indebolimento delle proprie capacità di presenza e di autocontrollo, per citare alcune solo delle numerose figure al riguardo, il prete cattolico, perché in genere entra nelle famiglie per assistere gli agonizzanti.

Malaugurio è aprire l’ombrello in casa, poiché esso richiama l’ombrello o baldacchino con il quale, nella liturgia solo recentemente riformata, si copriva il prete che portava il viatico al morente.

Stesso valore negativo si attribuisce al carro funebre, quando non sia occupato da una bara.

Al contrario, il frate porta fortuna, connesso come è all’antica figura del frate questuante, che di solito dava i numeri per il lotto e visitando le famiglie , augurava loro del bene.

(Avv. Amalia Sica)