Qualche anno fa…

pag22 guance2Lo scorso mese l’arca del mistero ci ha fatto conoscere alcuni visitanti dell’arcipelago canario, però non ha preso in considerazione una domanda importante: chi sono realmente i Guanche? Bene questo mese proveremo a far luce su questa questione, ma non basandoci su testi storici post colonizzazione spagnola, in quanto, subito dopo tale evento, la evangelizzazione degli indigeni ha distrutto quasi tutte le prove e indizi di questo grande popolo, cancellando ogni traccia durante quasi quattro secoli. Prima di addentrarci in questo mistero archeologico vogliamo solo fare una piccola precisazione, il termine Guanche oggi si riferisce genericamente a tutti gli abitanti indigeni delle isole, però nella realtà il termine era usato per indicare solo la popolazione di Tenerife, mentre a Gran Canaria già si chiamavano Canarios, al Hierro Bimbaches, alla Gomera Gomeros, a Fuerteventura Majoreros e a Lanzarote Majos. Però in questo articolo considereremo tutte queste popolazioni con il termine unificatore di Guanches. I lettori che risiedono qui da molto tempo sicuramente hanno sentito parlare spesso dei Guanche e della loro relazione con i popoli Berberi del deserto. Effettivamente qualche anno fa si erano fatti studi sul DNA delle mummie trovate sulle isole, e si era risaliti alla preponderante somiglianza con queste popolazioni, però pochi hanno saputo spiegare come un popolo del deserto, abituato e adattato ad un ambiente arido e quasi privo di acqua, sia riuscito a navigare fino alle isole per stabilirvisi. Va sottolineato che le popolazioni Guanche non avevano contatti via mare tra le varie isole, a parte qualche sporadico tentativo tra Tenerife e la Gomera, in quanto erano pessimi navigatori e in effetti tutte le congregazioni si trovavano abbarbicate nell’entroterra, in parte per favorire la pastorizia e in parte per proteggersi da possibili predoni potendo vedere porzioni di mare più amplie. Anche i berberi in effetti sono famosi per utilizzare le navi del deserto, i cammelli, ma non ci sono testimonianze di imbarcazioni oceaniche create da questi popoli. Quindi come sono arrivate queste popolazioni sulle isole? In effetti la risposta lega l’Italia a queste isole, infatti in epoca romana le legioni si spinsero fino al deserto del Marocco, e si incontrarono con delle popolazioni nomadi, molto forti e difficili da sottomettere, in quanto utilizzavano tecniche simili alla guerriglia. Per questa ragione Roma inviò varie galee per costeggiare il perimetro africano, affrontando anche le onde oceaniche, portando rinforzi alle legioni in marcia. Quando finalmente catturarono il gruppo di nomadi più ostile e pericoloso, come forma di vendetta gli tagliarono la lingua e li trasportarono con il loro bestiame sulle isole a cui diedero il nome di Canarie, da “canis” in quanto popolate principalmente da cani.  Questo atteggiamento risulta piuttosto ovvio in quanto le isole non avevano nessun attrattiva per i romani, ma erano delle perfette prigioni all’aperto, senza la necessità di custodia, in quanto le cattive conoscenze nautiche avrebbero relegato questi berberi su queste terre. Questo fenomeno spiega anche perché ci fossero delle lotte a volte molto feroci tra popolazioni Guanche su quasi tutte le isole, in quanto ognuno proveniva da famiglie Berbere diverse e già in lotta per le risorse negli ormai lontani deserti. In realtà l’isola de La Gomera si discosta da questo tipo di atteggiamento, infatti alcuni studi fanno pensare che un Mencey gomero riuscì a riunire tutti gli insediamenti dell’isola, diventando così il re dell’isola, questo evento si trova riflesso anche nella toponimia attuale dell’isola, infatti valle Gran Rey sembra riferirsi proprio al luogo di provenienza di questo personaggio.

(Loris Scroffernecher)