Isla de Lobos: il gioiello delle Canarie

pag16_FUERTEVENTURA-ISLA-DE-LOBOS-HRL’Isla de Lobos, a fianco di Fuerteventura, propone nel suo inventario il meglio delle altre 7 sorelle maggiori.

Ha un suo vulcano, una sua spiaggetta paradisiaca, un piccolo paese di pescatori, lagune naturali ed anche un faro che le fornisce un’identità! Ma soprattutto non soffre di overbooking alberghiero, né di “babelici” ristoranti turistici: insomma, un chiaro esempio di ciò che erano le isole Canarie molti ma molti anni fa, luoghi naturali ma soprattutto posti senza cemento. Oltre al piccolo vulcano con la sua passeggiata fino al gran cratere, nel territorio di appena 4 chilometri quadrati si incontrano numerosi ecosistemi, piccoli borghi variopinti, che ti portano a contattopag16_fuerete con un ambiente vergine, vulcanico e selvaggio. L’intera isola è protetta, quasi un miracolo, come un parco immerso in una bolla magica, dove nulla può essere trasformato o danneggiato. Sembra un luogo incantato? Appena si arriva si nota subito una darsena in legno che fa le veci del porto, e la reception per i visitatori è una capanna prefabbricata. Solo la statua dei Leoni Marini (o foca monaca) risulta artificiale e fuori contesto, ma è l’unico modo per ricordare a tutti il nome di questo paradiso. Poi c’è solo una mappa con segnato il cammino che si può percorrere tutt’intorno all’isola, e solo quello è consentito.

Il vulcano con i suoi 127 metri è la parte visibile dell’isola, il protagonista dell’orizzonte. Si gode la vista non solo di Lobos, ma anche di Lanzarote e delle dune di Corralejo, ottima ricompensa per la fatica della salita. Si arriva a raggiungere il Faro Martiño, punto luminoso che avvisava i naviganti della sorprendente presenza dell’isoletta, che fino a pochi anni fa era l’unico edificio abitato dell’isola. Arrivando a la Playa Concha si ha l’autentica visione del paradiso dell’isola: qui l’Atlantico e le sue maree capricciose hanno creato, tra le falde vulcaniche, delle piscine naturali con l’acqua di un turchese inaspettato, che si intensifica col contrasto della pietra nera. Infine al Puertito si incontrano delle capanne, che formano un piccolo paese disabitato, dove i  fortunati proprietari passano le domeniche o qualche giorno di relax, senza abusare della natura. Sono edifici piccoli e bianchi, con finestre e porte dipinte con colori vivaci, sembra quasi un paesaggio da far west, e proprio qui vicino c’è l’unico bar ristorante dove poter bere una bibita fresca o mangiare il piatto unico del giorno, che dipende strettamente dal pescato.

(Bina Binella)