Pubblicata sul BOC la modifica della Ley de Vivienda de Canarias

pag15_viviendasIl nuovo standard definisce l’abitazione come un bene sociale e permette al governo di regolamentare il patrimonio abitativo vuoto di proprietà delle società, per le quali creerà un registro di case vuote (se ne stimano 130.000 in tutto l’arcipelago!) di proprietà delle istituzioni finanziarie perché possano essere messe in affitto.

(qui il riferimento: http://www.gobiernodecanarias.org/boc/2014/123/).

L’obiettivo principale di questa modifica legislativa è dare all’abitazione il suo valore sociale e proteggerla da interessi speculativi. La legge cerca di affrontare il problema degli sfratti, che hanno interessato più di 10.000 famiglie delle Canarie tra il 2008 e il 2012. Viene facilitato l’intervento del governo nel settore degli alloggi privati ​​con misure sia sanzionatorie che incentivanti. Il nuovo testo approvato dal Parlamento sottolinea con forza l’urgenza di immissione sul mercato del grande parco di case disabitate di proprietà di istituti finanziari e società immobiliari, per le quali, in primo luogo, prevede la creazione di un Registro delle Proprietà Libere.

Si presume che la proprietà non sia occupata quando non è effettivamente destinata ad un uso residenziale previsto dalla legge o dall’urbanistica per più di sei mesi consecutivi. Allo stesso modo si evince che la proprietà non sia occupata, quando non ha un contratto per la fornitura di acqua o elettricità o presenta un basso o nullo consumo di forniture. Dal nuovo registro delle case vuote sono escluse: quelle per uso turistico con le regolari licenze urbanistiche e permessi per tale attività; le case di privati, sia di utilizzo stagionale che come seconde case; e le case che sono destinate ad affitto stagionale o per l’esercizio di un’attività economica, culturale o educativa, a condizione che abbiano i requisiti legali per l’esercizio e siano occupate almeno 30 giorni all’anno. Il nuovo testo mette in evidenza la quarta disposizione aggiuntiva, in cui si dichiara l’interesse sociale dell’abitazione e la possibilità di espropriarla. Questa sezione specifica che, in caso di esecuzione ipotecaria sollecitata dalle istituzioni finanziarie, l’Istituto Canario delle Abitazioni agirà come mediatore tra queste entità e quelli che sono stati gli abitanti della casa. Nel caso in cui non si raggiunga un accordo, si procederà all’espropriazione forzosa del diritto d’uso dell’abitazione, per un periodo massimo di tre anni, a decorrere dalla data di uscita concordata dal giudice competente. Si tratta quindi di un’espropriazione temporanea, non completa, e che consentirà alla famiglia a rischio di esclusione, e minacciata di sfratto, di rimanere nella casa. Come previsto dalla legge, questa misura si applicherà in “abitazioni su cui gravano procedimenti di sfratto richiesti da entità finanziarie, loro controllate o enti immobiliari, o quei casi in cui a vincere l’asta sia stato un istituto finanziario, o società da esso controllate”. L’istituto finanziario riceverà come risarcimento un reddito mensile, che queste famiglie saranno obbligate a dare al governo delle Canarie come contributo, il cui importo non potrà superare il 25% del reddito della famiglia che vive nella stessa proprietà. Potranno beneficiare di questa espropriazione dei diritti d’uso le persone che hanno la loro residenza abituale e permanente nell’abitazione oggetto di sfratto, che siano proprietari e titolari di mutuo; se lo sfratto può generare una situazione di emergenza o di esclusione sociale e che soddisfino i requisiti di carattere economico. Questa legge è simile a quella dell’Andalusia, provvisoriamente sospesa nel gennaio scorso, dopo che il Governo dello Stato ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale… “Fanno una legge sapendo che è illegale”, hanno dichiarato dall’opposizione…

(dalla Redazione)