Sole: come abbronzarsi senza rovinare la pelle

pag10_beachPer beneficiare dei raggi solari in tutta sicurezza, ogni fototipo e ogni esigenza cutanea ha bisogno di cosmetici ad hoc. Il sole è amico della pelle, ma attenzione a non abusarne, e a dosarlo con logica e intelligenza, soprattutto se la nostra cute è sensibile e/o con problematiche di diversa natura, per non dovere fare i conti con scottature e danni da fotoaging. Oggi, il mercato mette a disposizione una vasta gamma di solari, studiati per le differenti esigenze epidermiche e le particolari aree del corpo, capaci di svolgere anche un’azione dermocosmetica mirata, per esempio, idratante, coprente, opacizzante. Un aiuto in più arriva dagli integratori alimentari o nutriceutici, a base di betacarotene, vitamina E e probiotici, specifici per evitare eritemi e bruciature, così come per aumentare la difesa contro i radicali liberi. L’ideale è assumerli tre settimane prima della partenza, per la prevenzione e per tutta l’estate, se l’obiettivo è creare uno scudo contro il processo di foto-invecchiamento. In occasione degli ultimi congressi mondiali di medicina estetica che si svolgono ogni anno a Monaco, in Francia è emersa l’importanza di aumentare la protezione anche nei confronti dei raggi infrarossi (IR), per i quali, al momento, non esistono filtri ad hoc se non quelli dati dagli antiossidanti. Queste sostanze sono presenti nell’organismo, melanina, acido ialuronico, enzimi, che degradano però con il trascorrere degli anni, nell’alimentazione, grazie alle vitamine A, C, E e al coenzima Q10, e negli skincare anti-età da applicare prima dell’esposizione. L’identikit dei raggi: gli UVB sono responsabili degli eritemi, che progrediscono poi verso scottature e ustioni da sole. Sono attivi nelle ore e nei periodi più caldi e vengono bloccati dai vetri delle finestre. Gli UVA hanno un andamento del tutto sovrapponibile alla luce solare, non vengono schermati dai vetri e sono invece causa di pigmentazione e fotoinvecchiamento. Penetrano in profondità e, nel tempo, generano un accumulo di danni alle strutture del derma e alla melanina, con conseguente manifestazione di macchie scure, elastosi (alterazione della cute), rughe etc.

Sul flacone o sul vasetto del prodotto è obbligatorio riportare il numero del fattore protettivo associato a un aggettivo, basso, medio, alto, estremo o ultra, in quanto esistono due scale di valutazione per gli ultravioletti, una europea, l’altra americana, che sono una il doppio dell’altra. Così facendo, il consumatore può comprendere con facilità quale sia il solare più appropriato. Molte aziende differenziano la protezione, inserendo un filtro UVB più alto rispetto agli UVA, per difendere dall’eritema e stimolare comunque una tintarella dorata. Il must è una referenza contenente filtri sia meccanici sia chimici. Per le cuti allergiche e quelle dei bambini, meglio preferire solo quelli fisici, prestando comunque un occhio di riguardo perché l’ossido di zinco può essere controindicato per persone con allergiche specifiche.

(Elena Di Maggio)