Alle Canarie la legge per una morte dignitosa

fine-vita-2-bisIl Parlamento delle Canarie ha deciso all’unanimità di avviare un disegno di legge per una morte dignitosa, per garantire la fine della vita senza sofferenze in caso di malattia terminale, e dà la possibilità di decidere ai pazienti o alle loro famiglie circa le cure palliative, quando non c’è speranza. I gruppi socialisti e nazionalisti hanno promosso questo disegno di legge, che è aperto al dibattito e ha il consenso delle altre forze politiche. Questa legge non sarebbe necessaria se ce ne fosse una dello Stato ma, vista la sua mancanza, anche altre regioni autonome come l’Andalusia, Aragona e Navarra, hanno iniziato una regolamentazione per la morte dignitosa, ed ora anche nelle Canarie. L’incertezza causata dalla legislazione inadeguata provoca sfiducia e incertezza nei pazienti con gravi malattie, e la legge cerca di dare la certezza del diritto per tutti, garantendo decisioni informate. Il disegno di legge non prevede la regolamentazione dell’eutanasia, ma bensì la sedazione palliativa, che non cerca deliberatamente la morte, ma di alleviare la sofferenza nel momento finale della vita. Il disegno di legge, chiamato “i diritti e le garanzie della dignità nella fase finale della vita”, afferma che “una vita umana dignitosa non può essere troncata con una morte indegna”, e quindi i pazienti hanno il diritto di ricevere cure palliative complete e di qualità, da professionisti seri e all’altezza, per avere la certezza che nulla impedisca loro la decisione. Infatti il disegno di legge affronta il diritto delle persone di scrivere un documento con i propri desideri e le preferenze di trattamento sanitario, nel caso in cui essi non possano decidere per se stessi, e anche possano designare chi prenderà le decisioni al loro posto. La legge permetterà di evitare il cosiddetto “accanimento terapeutico” nei pazienti terminali e l’adozione di un’adeguata terapia del dolore da parte del team di assistenza sanitaria, preservando gli interventi necessari per il corretto confort della persona in queste circostanze, non solo del paziente, ma anche della sua famiglia.

(Bianca Leonardi)