Manicomio a cielo aperto

locura_by_proyectocabra-d68nmvn

Parlo di Manicomio ma si tratta dell’amico di un’amica di un’amica.

Proprio così…

Quelle grane che partono da lontano, percorrono labirinti complicatissimi, ma arrivano sempre a destinazione.

Tu sei tranquillo a casa tua, ti stai preparando cena, hai trascorso una giornata splendida e la vita ti sorride, va tutto bene, sei solo un po’ stanco…, pregusti l’idea di andartene a nanna presto.

Nel frattempo, in un’altra dimensione spazio-temporale, a migliaia di chilometri da qua, e non stasera… un gruppetto di persone si sta divertendo di fronte ad un’“apericena”, tipica consuetudine di un luogo ormai lontano, per te.


Tra quella brava gente c’è anche una tua amica. Chiacchierano del più e del meno, scherzano, finché qualcuno se ne esce con “Tenerife”… è più di un luogo, è un sogno. E’ più destinazione che viaggio, più paradiso che realtà, più idea che isola… è qualcosa di indefinito ma molto nominato, è una sorta di leggenda, raggiungibile facilmente eppure lontanissima… insomma… è un argomento senza fine dalla seconda birra in avanti.

C’è presente nel manicomio anche l’amico dell’amica… dell’amica… se lei ha un buon ricordo di Tenerife, in fondo, è colpa tua. Sei tu che l’hai invitata e le hai fatto fare il giro in nove giorni di tutte le bellezze locali.

Se ben ricordi, in nove giorni non le hai mai lasciato un momento di noia, è stato splendido e, ora, non puoi pretendere che lei se ne dimentichi. Ti nomina. Nessuno ti conosce tranne lei, potresti essere l’essere meno affidabile del mondo, nessuno se lo chiede… lei ti nomina e tu sei fregato… tu sei (rullo di tamburi) il CONTATTO.

Segue una chiamata skype per avvisarti che, tra un’olivetta e un salatino, ti si pensa sempre molto e la richiesta educata, gentile, di rito: “posso dargli la tua mail?” Tu lo hai sempre saputo che, se ti fossi trasferito in Polonia, avresti avuto freddo e solitudine. Anche per questo hai scelto Tenerife. Goditela!

Come una lepre all’angolo pensi spasmodicamente ad una risposta magica, una frase che ti sollevi da qualsiasi impegno senza deludere l’amica… sei talmente agitato che non fai a tempo a far saltare la connessione, sei bloccato, nel panico, non ci arrivi, non ci pensi… dici di sì… quasi lo urli: “Sì! Certo”.

Segue una svalangata di mail… manicomio…

L’amico dell’amica dell’amica è anche un buon diavolo. Non è certo lui il problema. Il problema è inventarsi una nuova vita per qualcun altro e accollarsene la responsabilità… descrivere un posto con i propri occhi e sperare di essere abbastanza obiettivi, inventarsi un futuro per un’altra persona, ma in base alle proprie esperienze.

Come si fa? Come si fa a capire cosa sarebbe meglio per un altro, quando già si fa tanta fatica a capire cosa è meglio per noi?

Ma la sola domanda alla quale vorresti davvero una risposta è: “Perché proprio qui?”. Perché se qualcuno ti dicesse cosa cerca a Tenerife tutto sarebbe più semplice, gli diresti se c’è o non c’è quella roba lì e punto.

Ed è proprio dalle domande che ti arrivano che capisci che non lo sa nemmeno lui cosa sta cercando qui… perché non puoi chiedere se c’è vita… certo che c’è vita, no? Siamo mica tutti morti.

Oppure “C’è lavoro?” Questa è la più difficile di tutte. Cosa gli rispondi? Per me sì ma per te non lo so? Suona anche male.

Oppure “quanto costano gli affitti”… a casa mia poco, ma ho un’amica che ha il guardaroba grande come il mio salone, ed effettivamente, per lei gli affitti sarebbero caretti.

La cosa più preoccupante è che dopo poche mail arriva la verità, e la verità è quasi sempre uguale per tutti, la verità è che l’amico ha scelto Tenerife perché “vuole cambiare vita, radicalmente”… viene da sé che gli piacerebbe cambiare mestiere o almeno abbandonare il proprio mestiere per un po’.

Bingo!

Questo atteggiamento da manicomio complica le cose, di molto. Perché Tenerife attira magneticamente e inesorabilmente persone in crisi personale? Quelli con le idee chiare in Germania, chi cerca un lavoro qualsiasi a Londra, gli imprenditori forse nell’est europeo, gli animi avventurosi in Australia e chi vuole vivere in un paradiso con poco in Thailandia… e quelli a un passo dal tracollo psicologico?

Alle Canarie! Cosa può spingerti ad andare su un’isoletta piccola e sperduta nell’Oceano? E’ come andare in cima a un monte o nel deserto… in quali frangenti lo desideri?

“Ah! Sono proprio soddisfatto oggi! Mi farò una bella passeggiata nel deserto”

“Uh come sto bene! Me ne andrò in cima a un monte”

“Mai stato così sereno e appagato, credo proprio che mi trasferirò in un arcipelago sperduto”

Ammettiamolo e tutto sarà più semplice. L’isoletta sperduta, per quanto possa essere turistica, non sarà mai la giusta meta per buttarsi in ricerche di lavoro spasmodiche, non può esserlo, è una questione di dimensioni.

Torniamo al manicomio e all’amico dell’amica dell’amica che, oltre a voler cambiare vita, arriva con pochi soldi e, va da sé, non parla spagnolo. Ci ho pensato e ripensato, alla fine sono arrivato ad una conclusione, forse cinica, ma realista: “Ragazzo, sei inaiutabile”.

Suona strano essere “inaiutabile”, e non sembra possibile che molti vogliano arrivare ad esserlo, consapevolmente e sacrificando gli ultimi risparmi. Ma il solo aiuto che gli si può dare è indicargli qualche sito per trovare una stanza in affitto, tradurgli il curriculum e augurargli tanta fortuna nel manicomio.

In un mondo in cui i disperati corrono verso le spiagge, anziché emigrare verso il lavoro, è difficile seguire un filo logico e quindi dare degli aiuti razionali… Chi è davvero disperato non sceglie in base al clima. Chi sceglie in base al clima non è disperato veramente… e, se non è veramente disperato… che gusto macabro prova nel suscitare pena negli altri?

No, ho messo troppa razionalità in questo ragionamento, la realtà è che sì, ci sono dei “disperati veramente” che scelgono davvero di trasferirsi alle Canarie… bene… allora prossima meta Montecarlo “chetantosedevomorirdifametantovaleinunpostobello”, ma, per favore, se volete suicidarvi, almeno non chiedete che vi si aiuti.

(LEM)