pag22_gobboIl gobbo, attualmente, porta fortuna, la gobba annunzia disgrazia. Ma, all’origine, la gobba, maschile o femminile, era segno fisico di malaugurio, nel senso che tale deformità, come molte altre, era avvertita quale un disordine nell’armonia delle cose, un’eccezione dal normale che ingenerava un senso di caos. In questo senso, per i gobbi in genere vale l’antico detto: “guardati da coloro che sono stati segnati da Dio”. La superstizione restò in Sicilia fino alla fine del secolo scorso, dove il gobbo non veniva mai nominato, poiché il fatto stesso di nominarlo poteva costituire una rischiosa evocazione della sua stessa presenza fisica. Lo si chiamava “il corto”, aggiungendo, con intento scaramantico, la parola “sabato”, forse con un riferimento alla devozione della Madonna in quel giorno. E allora, deve essersi verificato nel corso dei secoli un processo ignoto che ha trasformato la gobba, almeno quella del maschio, da segno negativo a positivo, secondo un meccanismo che conosciamo soprattutto nella psicologia delle fasi educative del bambino. Per fargli comprendere che il fuoco è pericoloso, gli si fa porre una mano sopra di esso o su un oggetto che scotta. Così si tocca la gobba di una persona o si attribuiscono al gobbo proprietà fauste, trasferendo la deformità dall’ambito  delle cose malefiche a quello delle cose benefiche, attraverso una forma di dominazione del male su elementi sicuri. Si potrebbe individuare anche in questo caso un dato di emarginazione. Entra in gioco una credenza medievale che attribuiva ai gobbi sagacia, ingegnosità, scarsezza di memoria, carattere infido e malizioso, in un mescolamento di caratteristiche tuttora presente nelle culture popolari. Gobbetti erano una volta ricercati come servi nelle case patrizie e nelle stesse corti, proprio per la fortuna che essi promanavano. Poco utile è la ricerca di distanti precedenti storici, che rappresenterebbero la felicità e l’abbondanza sotto gli aspetti di un dio gobbo e deforme, come nel caso dell’egizio Bes o di alcune figure fenicie conservate nei musei. Resta insoluto il problema della gobba femminile, che scatena reazioni di terrore per il malocchio, e che rappresenta una vera e propria disgrazia, se incontrata soprattutto di mattina per strada. Unica ipotesi possibile, ma non fondata su elementi sicuri, potrebbe essere nell’individuare anche in questo caso un dato di emarginazione e di negatività della donna in genere, con la conseguenza che ciò che nel maschio assume i caratteri di un fortunato difetto, che estende agli altri le sue qualità benefiche, nella donna diviene un segno di condanna e di rifiuto. Non va dimenticato che per offrire in vendita biglietti di lotterie o per garantire la vincita al lotto mai si ricorrerebbe ad una donna gobba, che ne annullerebbe gli effetti positivi.

(Avv. Amalia Sica)