pag22_1280px-Momia_guanche_museo_santa_cruz_27-07Questo mese la nave del mistero ci permetterà di approfondire alcuni aspetti controversi della cultura Guanche, infatti cercheremo di chiarire alcuni dubbi sorti a proposito delle mummie Guanches. In vari musei del mondo si trovano, protetti nelle teche, vari corpi mummificati provenienti dall’arcipelago, però alcuni di questi presentano nel cranio dei fori, che inizialmente erano stati attribuiti a ferite di guerra. Alcuni studi hanno però dimostrato che queste ferite non erano provocate da armi, e che neppure si trattavano di ferite mortali; infatti si è riusciti a dimostrare che le ossa del cranio avevano continuato nel processo evolutivo, dando prova così che queste persone erano sopravvissute all’evento traumatico e si erano completamente ristabilite. Altro fattore determinante negli studi, fu lo scoprire che nella maggioranza dei casi i corpi si trovavano riuniti in siti funerari comuni, facendo puntare l’attenzione sulla possibilità che questi indigeni fossero parte di una casta. Dopo anni di ipotesi e teorie discordanti, gli archeologi sono arrivati alla conclusione che per procedere alla trapanazione delle ossa craniche si usavano delle pietre dure e taglienti, che venivano usate a mo’ di sega fino a provocare il taglio completo del cuoio capelluto e arrivando poi a perforare completamente l’osso, fino a rendere visibile il cervello al suo interno. Questa operazione si pensava fosse una pratica medica fatta con la convinzione di curare qualche tipo di malattia, però restavano alcune domande a cui dare risposta, ad esempio come potessero non essere soggetti a infezioni, considerando anche il clima in cui si trovavano, molto propenso allo sviluppo di funghi e batteri; inoltre questo tipo di pratica doveva produrre un forte dolore, e quindi come potevano questi individui sottoporsi stoicamente a questi tipi di pratiche? Le risposte non tardarono molto ad arrivare, infatti si risalì ad alcuni prodotti naturali con virtù medicinali e spirituali, alcune di queste sostanze funzionavano perfettamente, creando degli unguenti e delle creme antibatteriche e altre, con forti effetti psicotropici, funzionavano perfettamente come anestetico. A questo punto, riunendo le prove, sembrerebbe che si possa dimostrare un uso di questa pratica solo per la casta sacerdotale e, come in Egitto, a scopo religioso, infatti sembrerebbe che i Guanches credessero che in questo modo lo spirito potesse uscire più facilmente e lasciare il passo a chi viene dall’altro lato. In conclusione potremmo dire che questo popolo fiero e relativamente sviluppato, abbia scoperto e utilizzato una tecnica così complessa e così a larga scala da farla diventare qualcosa di comune e quasi banale per scopi puramente religiosi, in quanto credevano permettesse una più facile uscita dello spirito dal corpo, e considerandolo una sorta di terzo occhio simile a quello indiano.

(Loris Scroffernecher)