pag15_emigrantiSi direbbe di sì, vista l’affluenza di speranzosi “ricercatori” di qualità di vita migliore; ma è così solo apparentemente. Gli effetti della super crisi non hanno risparmiato nemmeno (o soprattutto) le spiagge canarie, afflitte da carenza di presenze economicamente rilevanti, da perdite di posti di lavoro per chiusure a raffica di esercizi commerciali, rinnovati e spesso ricaduti, nelle proprietà e nelle gestioni di servizi al turismo che, come in altre locations di notevole interesse, hanno dovuto subire la contrazione dei consumi delle presenze turistiche (involontariamente) di profilo più basso! Ed eccoci alla svolta fondamentale; ciò che aveva sempre frenato la “nuova emigrazione” per ragioni di lavoro, si è trasformato nella ricerca della succitata qualità di vita intesa come: vado all’estero, soffrirò per trovare un lavoro ma, quantomeno, vivrò in un mondo socialmente meno greve di quello economicamente sfasciato dell’Italia, e uno sguardo al mare mi consolerà dei sacrifici correnti quotidianamente. Almeno qui, in buona parte, vige ancora il concetto della speranza in un futuro meno peggio e, se come si dice “La speranza è l’ultima a morire”, Tenerife concede almeno qualche anno di vita sopra le righe. Un clima mite, una società ancora proiettata verso un modello di vita più umano e rispettoso dell’altrui presenza, una ribadita speranza di rinascita lavorativa, hanno fatto la fortuna della compagnia aerea Speranzair che, con soli biglietti di andata, ha riversato sull’isola famiglie, coppie e amici alla ricerca del Paradiso Perduto. Non sarebbe onesto lasciare intatto questo splendido spaccato di vita quotidiana: anche qui la crisi ha mietuto e miete costantemente vittime, individui che con troppa leggerezza e/o poca professionalità hanno pensato di ricostruirsi in loco un’attività schioccando le dita. Io li ho definiti i Chiringuito Man, vale a dire coloro che hanno visto troppi film esotici ed hanno pensato (erroneamente) di proporsi come nuovi “agitatori di cocktails” da spiaggia, visto che qui le spiagge non mancano, oppure nuovi Chef di successo in un ambiente in cui i ristoranti nascono come funghi o pizzaioli, in un Paese in cui, all’arrivo in aeroporto, la prima cosa che ti offrono è il “Kit del Pizzaiolo – come fare le prime pizze nel forno di casa”. Fatto salvo il discorso per i veri professionisti della ristorazione, come in qualsiasi altro settore, lo slancio imprenditoriale di molti, con annesso cambio radicale di vita, pare non aver premiato. Le valutazioni sono state fatte sotto un sole cocente, ma senza i necessari mezzi di investimento che qualsiasi impresa richiede, oltre ad una spiccata dote di espressione professionale accompagnata da un savoir faire non da tutti. Risultato finale: inenarrabili sofferenze per coloro che si sono illusi di entrare in un ambito economico/sociale non facilissimo accompagnati da considerazioni pressapochistiche in merito a servizio reso e ritorno economico scarsissimo, se non assente, e sovraffollamento delle categorie economiche presenti, con evidenti dispersioni e perdite generali. Percorriamo così intere zone del sud dell’Isola riscontrando una miriade di attività chiuse, fallite e abbandonate, luoghi carichi di speranze cancellate nel giro di pochi mesi di “inattività” forzata, fantasmi di un’imprenditoria “facile” troppo facile e poco valutata. Sarà difficile ricostruire un’economia turistica seria a Tenerife se non accompagnata dalla ripetuta e più volte ribadita professionalità, meglio se accompagnata da un minimo investimento economico, al fine di non ricreare più un turnover spasmodico di camerieri ex imprenditori da spiaggia! Per quanto bella affascinante e vivibile possa apparire Tenerife, anche al suo interno vigono imprescindibili leggi economiche e di mercato che lo iodio dello splendido Oceano non riescono né ad affievolire né, tantomeno, a cancellare; se partite quindi per fare gli istruttori subacquei, di windsurf etc. buon mare e buon vento siano con voi, altrimenti valutate la vostra “emigrazione” alla stregua di un trasferimento economico verso una qualsiasi altra meta seriosa e bacchettona!

Sotto il sole spesso tutto riluce, anche troppo!

(Marco Uzzo)