pag13_psicologoDal nostro Psicologo:

Continua la serie di profili di italiani a Tenerife, solitamente appena arrivati o qui da poco, salvo rare eccezioni (tipo il settore “Mistici” o “Esperti”, persone qui da molto o che qui non ci verranno mai). Il tono è spudoratamente ironico e caricaturale anche se non possiamo dichiarare, onestamente, di non aver mai incontrato qualcuno che non corrisponda esattamente a certe descrizioni… che la realtà superi la fantasia è concetto noto. Sarebbe divertente riuscire a riconoscersi in alcuni di questi, con una buona dose di auto ironia. Per chi ne fosse sprovvisto, consigliamo di passare oltre o di lasciare un commento “in carpione” con molto, moltissimo aceto.

 

Il Colonizzatore

Lui la cartina l’ha guardata bene, ha inforcato gli occhiali e ha assunto un’espressione assorta, ha capito che questa terra si è sicuramente staccata dall’Africa e suppone addirittura che galleggi, anzi, ne è talmente certo che lo dirà senza paura. Se gli racconterai cose del tipo “vulcano, ben radicato al suolo, che erutta lava incandescente che poi si raffredderà, formando tutto un arcipelago etc etc”, lui ti guarderà indulgente, come se gli stessi raccontando del tuo amichetto invisibile. Quando arriva sa di essere un lupo, ma non vuole darlo a vedere e cerca di rendersi gradevole sopportando la compagnia anche di persone che, normalmente, non frequenterebbe mai. Di necessità virtù, ha bisogno di informazioni e chiunque gli può dare qualcosa di utile, quando crederà di saperne abbastanza scomparirà, ma lentamente, in dissolvenza. Il suo intento è esportare un po’ della sua cultura, qualcosa delle abitudini italiane, qualcosa di già visto ma non qui, qualcosa di vecchio che qui sembri nuovo. L’idea di inventarsi qualcosa non lo sfiora lontanamente, non sente nemmeno la necessità di integrarsi o capire gli indigeni, i loro gusti, le loro abitudini… per lui, questa strana gente che riempie le strade è una divertente macchia di colore. Ovviamente non parla spagnolo, ma la cosa curiosa è che non ha nemmeno intenzione di impararlo, dice che seguirà un corso, ma alla fine non troverà mai il tempo. Anche lui è convinto di capire più o meno tutto e ride quando sente certe parole, perché gli sembra un italiano storpiato. E’ capace di farsi insultare senza accorgersene; è il tipo di persona da non frequentare mai nei pressi di casa propria. Il Colonizzatore è certo che a Tenerife ci sia ancora molto da fare perché, secondo lui, mancano un sacco di cose. Secondo il Colonizzatore, molti non hanno avuto successo perché non si sono accorti di queste gravi mancanze, forte di questa consapevolezza sogghignerà diabolicamente di fronte a chiunque gli dica “qui bisogna stare molto attenti a non fare un buco nell’acqua”…lui l’idea vincente ce l’ha in tasca ma non te la dirà mai, perché teme che gliela ruberai, anzi, ne è certo… conosce bene il mondo!

Che ne sarà di lui


Dopo aver speso 90.000 euro per aprire un locale vista mare che vende solo tramezzini con Parma, rucola e stracchino, cercherà disperatamente di rifilare il suo locale ad un altro Conquistatore, e se ne andrà dicendo che a Tenerife nessuno lo ha capito veramente, farneticherà frasi del genere “perle ai porci” e tornerà nello stesso luogo da cui è partito, alleggerito di molti quattrini e senza aver imparato lo spagnolo… Tempo previsto: dagli otto ai sedici mesi, pochi hanno sfondato il tetto dei due anni.

L’economia di Tenerife ti ringrazia per aver dato tanto e in modo così altruistico.

(LEM)