pag08_petrolioIl Ministero dell’Industria, dell’Energia e del Turismo sta progettando la creazione di una tassa sull’estrazione di idrocarburi, petrolio o gas, nelle Isole Canarie e, tra i vari modelli possibili, prende come riferimento l’esistente in Italia, con le royalties fissate all’8%. Sembra che, se questa tassa entrerà in vigore, il 60% del ricavato andrà alla regione autonoma delle Canarie, e il restante 40% sarebbe destinato alle casse dello Stato. Il Ministero ha inoltre sottolineato il rigore tecnico e le rigorose condizioni di salvaguardia ambientale imposte a Repsol, la cui approvazione definitiva è ancora in attesa. Inoltre, queste fonti hanno ricordato che la Spagna ha fatto in passato molte trivellazioni di prova lungo le sue coste, senza incidenti inquinanti. Tuttavia, il Governo delle Canarie, i Consigli di Lanzarote e Fuerteventura, lo IUC e grandi gruppi ambientalisti, ritengono che le misure imposte alla Repsol non garantiscono le eventuali fuoriuscite, e un incidente avrebbe effetti sulla costa di Lanzarote, Fuerteventura e Gran Canaria, ed anche, a seconda delle correnti, nelle isole occidentali. Tuttavia, il Ministero dell’Industria, del Turismo e dell’Energia, ha ribadito che con le misure di sicurezza imposte a Repsol, la probabilità di un incidente è minore di zero, e ha ricordato che la Spagna ha quasi una totale dipendenza estera per le forniture petrolifere. Che dire? Vedremo gli svolgimenti futuri, certo è che le trivelle al largo di Fuerteventura non miglioreranno il turismo!

(Bianca Leonardi)