pag04_soldi11Lo scorso 1 agosto il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma tributaria (in vigore dal prossimo gennaio) che prevede un insieme di misure finalizzate soprattutto ad abbassare il carico fiscale dei contribuenti con redditi medi e bassi, semplificare e modernizzare i principali tributi per favorire il risparmio e l’investimento, incentivare la competitività delle imprese e la crescita economica.

Vediamo in sunto le novità più sostanziose:

1)  l’impatto generale sui redditi delle persone fisiche

Gli attuali scaglioni dell’IRPF passeranno da sette a cinque ed il tasso impositivo minimo scenderà nei prossimi due anni fino al 20%, mentre quello massimo passerà dal 52% fino al 45%.  Per coloro che guadagnano meno di 12.000 euro annui l’esenzione tributaria è totale. E’ inoltre previsto un incremento della parte di reddito esente da tributi, se necessaria a coprire le necessità basilari dei contribuenti, così come un incremento dei benefici sociali per i nuclei familiari numerosi o con membri disabili (fino a 1.200 euro annui per ciascun soggetto a carico). In tema di redditi delle persone fisiche, particolare attenzione meritano anche la modifica apportata al regime tributario dei risparmi, che comporterà da qui al 2016 una riduzione della pressione fiscale di alcuni punti percentuali in proporzione al rendimento dagli stessi generato (fino a 6.000 euro la pressione fiscale diminuirà dal 21 al 19%, tra 6.000 e 50.000 euro dal 22 al 21%, oltre 50.000 dal 27 al 23%), gli ulteriori incentivi previsti per i piani denominati  “Ahorro a largo plazo o Ahorro 5” (attraverso i quali i risparmiatori, mantenendo il capitale investito per almeno 5 anni, potranno godere di rendimenti esentasse), nonché la possibilità per i contribuenti oltre i 65 anni di non tributare per le rendite derivanti dalla trasmissione di beni mobili o immobili (purché l’importo ottenuto da queste operazioni sia reinvestito in “sistemi” integrativi dell’attuale sistema pensionistico, come ad esempio in rendite vitalizie). Infine va detto che il Governo ha ampliato di un ulteriore 10% (da 50 a 60%) la possibile riduzione d’imposta sugli introiti derivanti dalla locazione di immobili destinati ad uso abitativo.

2) l’impatto sulle società

La riforma contempla una riduzione generale della pressione fiscale sul reddito delle società dal 30 al 25% entro il 2016, nonché, per le piccole e medie imprese (PYMES) una possibile riduzione fino al 20% e per quelle di nuova creazione l’applicazione, almeno inizialmente, di un carico fiscale pari al 15 % del reddito imponibile.


3) le novità per i lavoratori autonomi

La riforma da un lato prevede che la ritenuta fiscale attualmente applicata in fattura passi in linea generale dal 21% al 19%, con la possibilità di un ulteriore decremento fino al 15% per le attività di nuova creazione, dall’altro semplifica e soprattutto restringe il sistema di tributazione per moduli, consentendo l’accesso a questo sistema solo a soggetti con fatturato inferiore a 150.000 euro e che commercino direttamente con il consumatore finale (nello specifico, per soddisfare questo requisito, di tutte le fatture complessivamente emesse più del 50% dovranno risultare intestate a persone fisiche).

4) indennizzi per licenziamento

Una delle novità più discusse è la modifica del trattamento fiscale sino ad ora applicato agli importi classificati come indennizzo per licenziamento, con la quale si è stabilito che gli importi fino a 180.000 euro saranno totalmente esentasse. Per gli importi superiori a tale limite la tassazione sarà applicata solo alla quota eccedente il suddetto limite di 180.000 euro ulteriormente ridotta di 30%.

(Avv. Elena Oldani)