Leadership-plain-620x412Leonardo da Vinci, forse il più grande genio della storia dell’Umanità, arrivò a un passo dal realizzare il deltaplano che avrebbe consentito all’uomo di volare con cinque secoli d’anticipo. Nonostante il suo genio però, non avrebbe mai potuto arrivarci perché non aveva capito il “principio della portanza”, per lui il volo era una questione di agitare le ali come gli uccelli. Se non si capisce il principio che la ricchezza viene prodotta SOLO dallo scambio volontario tra le persone, e che i compiti dello Stato devono essere quelli che VOLONTARIAMENTE le persone delegano e sono disposti a finanziare (le tasse su base volontaria come in Svizzera), il deltaplano, per usare la similitudine leonardesca, non si può inventare. Se non si capisce il principio che lo Stato non vive producendo ricchezza, ma consumando quella che viene prodotta dai privati (i quali sono in grado di realizzare il 90% delle funzioni dello Stato in modo più efficiente e meno costoso, l’altro 10% si riferisce a cose che non sono interessati a fare), il deltaplano non si può inventare. Una volta capito il principio poi, possiamo parlare di materiale delle ali, di colori, di forma, di estensione, cioè, nel nostro caso, di pensioni, istruzione, sanità, ordine pubblico, giustizia, etc etc. I principi non sono né facili né difficili, sono ciò che dà forma alla realtà e funzionano SEMPRE, se tenti di violentarli ottieni i disastri che vedi. Ma se non li capisci non puoi rimediare, puoi solo agitarti ancora di più e affondare. Siccome non c’è verso di risalire nonostante i “provvedimenti per la crescita, la produttività, il lavoro, bla bla” è ovvio che il principio di chi produce ricchezza e chi invece la brucia, non è affatto chiaro. E si continua ad affondare. Un buon numero di persone ha capito immediatamente che la crisi dell’economia italiana sarebbe stata una discesa sempre più accelerata verso il precipizio finanziario. Le stesse persone, hanno previsto l’incattivirsi della dittatura fiscale, hanno sottolineato la dabbenaggine di coloro che confidavano nel manovratore di turno, Monti, Letta, Renzi e chissacchì dopo di lui. Queste persone sono state derise e sbertucciate (più spesso ignorate) dagli esperti economisti con un microfono in mano o col culo poggiato su una cattedra universitaria (anche in America), dalle corazzate mediatiche sussidiate, dai canali TV generalisti (e pure quelli delle PayTV). E quando gente del genere è stata chiamata a governare, l’angolo di picchiata è aumentato ancora di più. E in mezzo, una massa di paralizzati, amorfi, sempre più poveri, rassegnati, bastonati dagli sbirri del fisco, inaciditi, rosicati dall’invidia e col becco aperto proteso a pretendere il pasto come uccellini implumi e urlanti che aspettano il ritorno della madre dalla battuta di caccia. Mi pare un buon ritratto dell’Italia a 150 anni dalla sua nascita.

And the worst is yet to come…

(Mauro Gargaglione)