pag01_vucumpraPiù di trent’anni fa facevo il bagnino, già ai tempi in spiaggia c’erano i primi vucumprà, ai tempi non esisteva ancora questo termine, non c’era un termine per descriverli, semplicemente non avevano un nome. In spiaggia ne passavano due o tre al giorno, vendevano asciugamani pettini accendini, erano utili e benvoluti, rispondevano ad una domanda, ti serviva un asciugamano o un accendino, lo compravi in spiaggia senza romperti le palle ad andare in negozio, d’altronde il negoziante mica si sbatteva a venire in spiaggia a cercare di vendertelo, coprivano un vuoto di proposta commerciale, nessuno di loro commetteva reati, in Abruzzo la gente lasciava tutto in spiaggia ed al mattino non mancava mai niente. Col passare degli anni il numero dei vucumprà è aumentato proporzionalmente con il tasso di immigrazione, l’anno scorso venivi svegliato o disturbato almeno trenta volte al giorno, un vero delirio, molti erano scortesi, ed anche i furti erano frequenti. L’intera passeggiata sul lungomare è coperta di bancarelle, personalmente non ho niente contro i venditori abusivi, se uno non vuole non compra, ed anche quella della contraffazione è una ca..ta pazzesca, solo un imbecille può pensare che Rolex sia danneggiata dai Rolex cinesi, chi di voi pensa che se uno non potesse comprare un Rolex finto ne comprerebbe uno vero? … a parte Half Ano. Lacoste denunciò un senegalese per la vendita di magliette contraffatte, ma ebbe l’assoluzione, in quanto solo un imbecille può pensare di comprare una vera Lacoste da un senegalese. Il commercio non è mai dannoso in sé, anche se qualche regola ci vuole, se chi non abusivo deve attenersi a diecimila regole mentre chi è abusivo se ne fotte, quello non abusivo ne esce spennato. La soluzione sarebbe togliere le regole, o imporne pochissime di buon senso e farle rispettare in modo inflessibile, detto questo resta il problema dell’imposizione fiscale che il commerciante regolare subisce mentre l’abusivo no, ma soprattutto resta il problema che quando la vendita è quasi imposta con l’insistenza come in spiaggia, e proposta trenta volte al giorno, uno si può anche rompere i co….ni. Per quanto concerne la gergalità e gli appellativi dei venditori extra comunitari abusivi… caxxo quanto è lungo… vucumprà mi sembra la giusta abbreviazione, nessuno gliel’ha appioppata… vucumprà vucumpra vucumprà è sempre stato il disco di vendita di approccio, se poi uno ti ci chiama non puoi rompere la min..ia. Sappiamo bene però che i sinistroni sono in eterna lotta fra l’estetica verbale e la semantica, ma come dovremmo chiamarli “comprerebbepercortesia?” oppure “venditori esotici non identificati” i V.E.N.I., non mi sembra male VENI ! VENI ! VENI !

(A.P.Fortebraccio)