imageFacciamo un piccolo esperimento mentale. Due cooperanti italiane sono fermate dall’esercito israeliano presso Gaza. Sono sospettate di aiutare i terroristi di Hamas. Vengono trattenute alcuni giorni ed interrogate senza l’assistenza dei loro legali. In un momento di deprecabile ma forse comprensibile irritazione un soldato israeliano molla ad una di loro un sonoro ceffone. E’ stanco, irritato, combatte da giorni e non gli va di sentirsi definire “nazista”. Poi le ragazze vengono rilasciate, assolutamente incolumi; il trauma per lo schiaffone è solo un lontano ricordo. Ecco, proviamo ad immaginare cosa succederebbe se un fatto simile accadesse. Urla, proteste, manifestazioni. Pensosi intellettuali firmerebbero vibrate lettere di protesta, più di un sacerdote pregherebbe per le povere fanciulle vittime di una cieca violenza. Israele sarebbe additato al mondo come uno stato “neonazista” in cui tutti i fondamentali diritti umani vengono brutalmente calpestati. Al loro ritorno in Italia le due ragazzotte rilascerebbero con tutta probabilità interviste di fuoco contro la brutalità sionista. Ma le due fanciulle non sono state fermate dai militari israeliani, ma rapite dai fondamentalisti islamici. E allora molto probabilmente i toni saranno ben diversi. Si accenderanno lumini, si pregherà, in spirito di amorosa concordia e dialogo, qualcuno dirà: “liberatele, vogliono la pace”, altri invocheranno: “liberate la pace”. Qualcuno sarà ancora più chiaro: “liberatele, sono vostre amiche”. Sì, non dovete far loro del male, sono VOSTRE AMICHE. Non sono come i tre adolescenti israeliani rapiti dai tagliagole di Hamas, loro erano “ebrei ortodossi”, “coloni”, meritavano in fondo il trattamento che è stato loro riservato. Le due cooperanti no, loro amano l’Islam; “liberatele, liberatele” strilleranno all’unisono Gianni Vattimo e Dario Fo, Giulietto Chiesa e Giuliana Sgrena. Però, forse, (NON me lo auguro) questa grande mobilitazione non servirà a nulla. E sì, i terroristi islamici non sono come i neonazisti israeliani. Loro le gole le tagliano sul serio, anche se sono gole “pacifiste”. Il tragico è che molti occidentali non capirebbero, anche se dovessero affrontare una simile esperienza. Continuerebbero a considerare “amici” i loro assassini anche nel momento supremo, esattamente come molti comunisti hanno gridato “viva Stalin” nel momento in cui il plotone d’esecuzione li ammazzava, per ordine di Stalin. L’uomo è un animale razionale, diceva Aristotele. Non tanto, non sempre.

(Giovanni Bernardini)