pag16_gallotiaAi neonati tocca adesso un periodo di quarantena in una serie di terrari interni, dove ci sarà un attento monitoraggio e una dieta controllata per monitorare il normale sviluppo della loro crescita e cercare di evitare l’insorgere di malattie che mettano in pericolo la loro sopravvivenza.

Successivamente saranno trasferiti in terrari all’aperto, per essere sottoposti a vari test nel nuovo centro per la ricerca e il recupero di questa specie, situato nella finca di Los Palmeros, a Frontera, di proprietà del Cabildo. L’obiettivo è che le lucertole siano in grado di riconoscere i predatori (rapaci e gatti selvatici), in modo da poter aumentare le probabilità di sopravvivenza in natura. Il loro principale nemico sono oggi i gatti inselvatichiti, e si è fatto un progetto per controllarli nelle zone di reintroduzione. Oltre a questi nuovi nati, ce ne sono quasi altri duecento nel Lagartario de Frontera, dove alcuni, che vengono utilizzati come riprodutttori, provengono dalla Fuga de Gorreta. Inoltre, El Hierro conta su una preziosa popolazione di lucertole reintrodotte, stimata in circa 340 individui, distribuite in aree strategiche dell’isola. Altre 125 si trovano nel Roque Chico de Salmor.

(Franco Leonardi)