pag15_eredita11In effetti è diventato un vero rompicapo per molti cittadini spagnoli. La crisi economica e l’elevata pressione fiscale delle tasse di successione, sono spesso sufficienti perché gli eredi rinuncino all’eredità a favore dello Stato. Quando un cittadino eredita, assume sia la parte attiva che quella passiva, cioè il valore della proprietà e dei beni, ma anche di tutti i debiti che può aver avuto il defunto. In questo caso, gli eredi sono quelli che devono rispondere con i propri beni, presenti o futuri, e, per com’è l’attuale situazione economica, molti non vogliono caricarsi di questo ulteriore onere. I dati del Consiglio Generale del Notariato parlano da soli. I processi di rinuncia all’eredità sono decisamente aumentati dall’inizio della crisi. Il numero di casi in cui questo patrimonio è rimasto nelle mani dello Stato è aumentato a livello nazionale del 110% dal 2007, da 11.047 a 23.228 eventi nel 2012. Una tendenza che si è aggravata soprattutto nell’ultimo anno, con un incremento del 23%.

Tributi: l’erede che accetta il lascito assume i valori del patrimonio e l’imposta sul nuovo reddito. Nel caso delle isole Canarie, il numero di rinunce è cresciuto al di sopra della media spagnola, passando da 338 nel 2007 a 714 nel 2012, questo è un aumento del 111%! “Sono molti i mutui ipotecari residenziali in cui l’importo del debito supera il valore attuale della proprietà, e il problema è aggravato dalla mancanza di liquidità nelle famiglie, tanti eredi sono in reale difficoltà nell’affrontare non solo il pagamento del debito, ma anche la tassa di successione, soprattutto se l’eredità deriva da parenti lontani o estranei”, che beneficiano di minori sconti sulla tassazione dovuta. Se il defunto ha avallato l’acquisto di una casa o di una società, anche questi impegni ricadono ovviamente sull’erede. Gli esperti consigliano di accettare l’eredità previo beneficio di inventario, che significa che l’erede non assume i debiti prima di aver esattamente definito attivi e passivi. Ma cosa succede quando un cittadino viene chiamato ad ereditare? Quali sono le opzioni? La prima cosa da sapere è che nessuno è costretto a ereditare, quindi, su questa premessa, l’eredità si può accettare o no. Nel primo caso, (l’accettazione), può farlo senza condizioni, assumendo cioè sia i diritti e gli oneri, o col beneficio di inventario, una formula che, insieme alle rinunce, è aumentata negli ultimi anni, permettendo di pagare il debito col patrimonio del defunto. Se si accetta l’eredità, l’eredità viene divisa e le risorse vengono assegnate all’erede o agli eredi, che poi avranno a che fare con la tassa di successione. (NdR l’aspetto meno gradevole di questa soluzione è la necessità di permettere ad altri di ficcare il naso negli affari di famiglia…). La base imponibile sul quale si applica questa imposta, è pari al valore netto delle attività e dei diritti ereditati. Il buono è che su questi importi si applicano dei tagli in funzione del grado di parentela: grado di parentela più alto, tassazione più bassa. Inoltre, questa tassa è trasferita alle Comunità autonome, in modo che un patrimonio con lo stesso valore può rappresentare imposte diverse da una regione all’altra. Per le riduzioni legate ai gradi di parentela che sono state stabilite per le Canarie, la norma che le regola è il Decreto legislativo 1/2009, del 21 aprile.

Avvalli: se il defunto ha avallato l’acquisto di una casa o un’impresa, questi costi ricadono anche sull’erede. L’eredità è un cespite che va aggiunto al patrimonio personale di una persona, per cui è “normale” che conti come reddito e sia tassata come tale. La tassa ha un certo numero di agevolazioni che la possono ridurre, e l’aumento dei casi di rinunce va addebitato non tanto all’imposta come alla “paura” di non sapere cosa si sta per ereditare, perché, purtroppo, in molti casi i debiti sono superiori al valore dell’eredità stessa. E oltre alla pura tassa di successione, dobbiamo aggiungere le altre tasse comunali che si devono continuare a pagare una volta acquisita la proprietà (spazzatura, IBI, plusvalenza…) e, in alcuni casi, il 3% per il corredo. La pressione fiscale sta aumentando progressivamente a seconda se si ha più di una proprietà.

Nessun costo: la rinuncia a un’eredità non ha costi particolari, tranne il notaio; va infatti formalizzata in un atto pubblico. L’altra formula che consente a un erede di mantenere la proprietà e i diritti, ma non il debito, è l’accettazione con beneficio d’inventario. Questa è una pratica che, negli ultimi anni, è aumentata perché l’erede non è tenuto preventivamente ad impegnarsi a pagare le spese o i debiti, perché questi vengono innanzitutto liquidati utilizzando i beni ereditati. Si tratta di un percorso “altamente raccomandato” in caso di dubbio sul fatto se l’importo del debito sarà superiore o inferiore al valore della proprietà o diritti di eredità. Questa accettazione è resa davanti a un notaio o in tribunale. L’idea è di creare un inventario, dove i debiti saranno pagati con i beni del legato e il resto, una volta pagati i creditori, passerà nelle mani dell’erede. Le spese sono prelevate dalle attività della stessa eredità, non con il patrimonio degli eredi. Ma se il saldo rimane negativo, vale a dire, se l’attivo non è sufficiente per pagare i debiti, il beneficiario non riceverà nulla, ma senza però dover pagare alcunché.

La prende lo Stato: finalmente, l’erede può rinunciare volontariamente all’eredità, senza spese tranne il notaio, in quanto deve essere formalizzata in un atto pubblico. La deroga può essere individuale o in favore di terzi, che passano a prendere in consegna l’eredità. Può anche essere il caso che vi siano più eredi e non tutti rinunciano al testamento. Se questo accade, coloro che hanno accettato l’eredità ricevono la parte di chi ha rassegnato le dimissioni, compresi i debiti. La complessità nasce quando rinunciano gli eredi posti nella prima linea di successione (figli). L’ereditarietà non sparisce come per magia, ma passa alle successive linee di eredi fino a quando qualcuno dice che accetta. Se tutti questi potenziali eredi rinunciano, la piena eredità passa allo Stato. La legge spagnola prevede che, in questo caso, lo Stato riceve l’eredità con beneficio di inventario, quindi utilizzando il legato per saldare i debiti e gli altri oneri. Se c’è qualche immobile, è normale che vada all’asta. Con tutto questo, è logico che al cittadino è sempre più difficile poi ereditare.

E’ tremendamente importante chiedere consiglio a un professionista prima di accettare o rinunciare a un’eredità, perché le conseguenze fiscali sono diverse a seconda delle ipotesi. E’ necessario fornire al notaio tutti i dati, senza nascondere nulla, soprattutto i debiti, perché egli possa consigliare nel modo giusto. Anche se non si vuole nominare erede nessuno, è ragionevole fare un testamento per lasciare l’eredità a qualche istituzione benefica, prima che tutti i beni vadano allo Stato. Sono le eredità o i lasciti di solidarietà che può fare chiunque, con o senza figli, anche se nel primo caso deve essere rispettata la quota legittima. Non è necessario aspettare la morte, ma è importante la giusta pianificazione per il futuro. Ci sono formule che possono ridurre il costo di una successione e che permettono di sistemare i beni per ottenere la liquidità necessaria a pagare le tasse.  La disuguaglianza di imposta di successione: la tassa sulle successioni e donazioni è una tassa sul reddito che deriva dall’accettazione di un’eredità o di una donazione. E’ trasferita alle comunità autonome, il che implica una disuguaglianza fiscale “molto importante”.


Dal 1° luglio 2012 nelle Canarie è stato soppresso un bonus importante che riduceva del 99% le imposte sulle successioni e donazioni quando erano a favore dei discendenti, coniugi e ascendenti. Il reddito imponibile su cui si applica l’imposta è pari al valore netto del legato, dopo aver sottratto i debiti. L’importo della tassa è applicata a seconda del rapporto in essere con il defunto: più è lontano il grado di parentela e più si paga.

(Franco Leonardi)