pag09_come-eseguire-la-posizione-yoga-saluto-alla-luna_8ea8ad60389728eccc633bdecfc17908Il sole è la nostra vita, l’elioterapia si conosce dai tempi antichi, però da buon amico può trasformarsi in nemico se non viene rispettato il suo potere. I benefici sono innumerevoli e tra i più degni di nota abbiamo: l’effetto antidepressivo, infatti stimola l’umore; l’effetto sul metabolismo del calcio, sintesi di vitamina D, calcifica le ossa e i denti; sintesi di ferormoni che intervengono nella sessualità; stimolante energetico e vitalizzante insostituibile. E’ diventato d’uso comune, complici i viaggi aerei che ci catapultano in poche ore ai tropici, esporsi al sole anche in inverno o dopo una lunga astinenza, per molte ore facendosi scudo di  protezioni solari. Queste ci permettono lunghe esposizioni, anche in ore proibitive spesso evitate dagli abitanti del posto, così facendo noi pensiamo di ingannare la natura con qualche mezzo funzionale. Fa sorridere che proprio i più attenti all’abbronzatura e all’estetica spinta ignorino che quelle esposizioni selvagge sono solo apparentemente innocue. E’ vero che le creme proteggono dalle ustioni e dai raggi nocivi, ma non da tutti i raggi che danneggiano la cute accelerando l’invecchiamento con la disidratazione eccessiva, effetto di surriscaldamento e da altri danni che, per ora, non conosciamo e saranno proprio i consumatori che hanno queste abitudini a testare, sulla loro pelle si può proprio dire, gli effetti a lungo termine di tali esposizioni ma, poi sarà anche la società che dovrà farsi carico degli eventuali problemi di salute. Ci sono studi che attribuiscono all’esposizione selvaggia l’aumento dei tumori della pelle, i melanomi; non condivido il nesso ma sicuramente non è salutare. Questo atteggiamento è in sintonia con il momento storico che stiamo vivendo: “posso permettermi di volare in pieno inverno ai tropici, però ho solo una settimana e quindi per tornare abbronzato e godermi il sole e il mare appieno mi riempio di creme protettive”. Il famoso: “tutto e subito”, per non parlare poi del dopo-sole reidratante, rinfrescante e lozioni e protezioni per i capelli, shampoo e balsami per l’acqua salata. Ora si sa che i filtri solari con le loro sostanze danneggiano le barriere coralline che, con il loro ecosistema, si sono formate in migliaia e migliaia di anni; proprio quelle per cui facciamo tanti chilometri per andare a vederle. Tali creme, oli, spray, che stendiamo appassionatamente sulla nostra pelle, vengono assorbite dal corpo e devono essere metabolizzate con le loro sostanze chimiche di sintesi, profumi, conservanti, coloranti, con un aggravio di lavoro epatico, renale e cutaneo con fenomeni di accumulo nei tessuti preposti e potenziali danni tossici. Un effetto conosciuto è quello di stimolazione estrogenica, ormoni che fanno aumentare di peso, sregolano il ciclo mestruale, diminuiscono la libido nell’uomo. Qui non si tratta di colpevolizzare nessuno, ben vengano le creme solari che evitano scottature o ustioni ben più gravi, ma di usare solo il buon senso quindi: evitare esposizioni nelle ore più calde dalle 11/12 alle 15/16, in funzione della propria resistenza o il proprio fototipo, se si vuole o si è obbligati a stare sotto il sole proteggersi con abiti chiari e di tessuti naturali, cotone, lino, cappelli e occhiali, usare la minima quantità possibile di solari e solo sulle zone più esposte e sensibili, prepararsi prima di partire e continuare per tutto il viaggio con l’assunzione di alimenti che stimolino la produzione di melanina, la protezione naturale prodotta dal nostro corpo responsabile dell’abbronzatura, quindi carota, melone, albicocca, papaja, in loco, arance, kiwi per la vitamina C, bere succhi e centrifugati freschi e crudi, fare il bagno con magliette protettive, per i bambini piccoli evitare di usare creme protettive ma solo schermi fisici. Per gli amanti del naturale e del fai da te si può fare in casa una crema solare protettiva: ecco gli ingredienti e la procedura: olio di sesamo 200 ml (protegge dal 50% dei raggi UVB), cera d’api 30 ml, un cucchiaio di ossido di zinco  (filtro riflettente i raggi solari), 5 gocce di olio di sandalo (aromatizzante). Il procedimento: sciogliere la cera d’api a bagno maria in un recipiente da mixer,  poi versare gli altri ingredienti e miscelare il tutto, conservare poi in frigo quando non si usa; il contenitore dovrà essere pulito e disinfettato con alcool, il più giusto possibile (per ridurre la quantità di aria nel vasetto) a tenuta ermetica e consumare al più presto. Colorerà la pelle di bianco, andrà rimesso di frequente in funzione della sensibilità e del proprio fototipo.

Buon sole a tutti 

(Dottor Gianluca Picco www.newparadigm.it