pag07_pizza-chef-blank-sign-177642161. Lo chef ha ragione. Probabilmente perché è saggio, ha più esperienza e capacità. O probabilmente perché è il vostro capo e la sua opinione non si discute. Nemmeno quella calcistica.

2. Lo chef ha sempre ragione. Magari non avete capito l’antifona e siete quei tipi un po’ polemici e sicuri di se stessi. Ancora peggio siete spigliati e con la battuta pronta, e pensate che il vostro chef apprezzi la vostra attitudine. Cascate male: il vostro rapporto non è sullo stesso piano ma drammaticamente gerarchico.

3. Anche se siete totalmente nel giusto il primo comandamento si applica alla lettera. Insomma ancora non l’avete capito? Non siete in quei film americani in cui il giovane, giusto, robusto e di sani valori si fa strada con le sue forze e contro le ingiustizie. Avete torto, fatevene una ragione.

4. Lo chef non mangia; si nutre. Sua maestà non è un comune mortale, e di conseguenza non si prodiga in attività inutili e triviali. Quando tocca del cibo lo fa per necessità e per dare impulso alla sua indomita creatività.

5. Lo chef non beve; degusta. Non disturbatelo mentre ficca il naso dentro il bicchiere e poi fa gli sciacqui con il suo contenuto. Sta pensando a delle soluzioni epocali: incontri tra acido, sapido e dolce che sconvolgeranno il mondo.

6. Lo chef non dorme; riposa. Anche gli chef hanno necessità di stendersi e riprendere le forze, ma il loro è il sonno dei giusti. Non è marchiato dall’ozio; danno solo un contributo alla teoria secondo la quale il nostro fisico ha bisogno di riposo.


7. Lo chef non è mai in ritardo; viene trattenuto. In televisione, al mercato, al telefono, a letto o da un collega: non è importante. Vi sentireste davvero di dare del ritardatario a una persona così carica di responsabilità?

8. Lo chef non abbandona mai la cucina; viene distolto. Non osate immaginare un suo comportamento non professionale: c’è sempre una ragione se improvvisamente sparisce.

9. Lo chef non legge mai il giornale al lavoro; lo studia. L’attenzione che i media riservano oggi alla cucina non va sottovalutata. E anche nelle pagine sportive può capitare di leggere riferimenti culinari importanti.

10. Tu entri nella cucina dello chef con le tue idee; esci con le sue. Davvero i primi 3 comandamenti non vi erano chiari?

11. Uno chef rimane uno chef; anche in vestaglia. Non sottovalutarlo quando lo vedi in borghese. Perfino in

bagno la sua capacità di discernere tra gli elementi può farlo uscire con qualcosa di indimenticabile.

12. Hai mosso una critica allo chef; hai messo in dubbio l’onnipotente. Alla fine lo hai fatto, non hai resistito: hai criticato lo chef, un suo piatto, un suo atteggiamento. 

Il tuo stage è concluso.

(Rodante, il cuoco errante)