pag01_CIMG3867Le aziende così non erano cresciute. I Ragazzi Intelligenti chiamavano tutto ciò “Miracolo Fantastico”. Gli omini si erano abituati a pensare che questo problema fosse bello. Le aziende piccoline non potevano investire per vendere meglio i propri prodotti, così si abituarono a investire solo sul prodotto. La chiamavano Eccellenza Fantastica. Senza investire nel marketing nessuno poteva sapere che cosa volessero i mercati. Così tutti si convinsero che i mercati volessero solo cose dal Gusto Fantastico. Lo chiamavano “Miracolo Fantastico”… Le Aziende Fantastiche pretendevano che i compratori venissero fino in azienda e fossero così entusiasti del prodotto da pagarlo tantissimo. Naturalmente questo talvolta capitava, e capitava nella misura possibile al mercato: la chiamavano Eccezione Fantastica… eccezione che conferma la regola… che quindi era diversa… Al contrario, tutto ciò convinse il Paese Fantastico che avessero ragione i Ragazzi Intelligenti: il Mondo Reale là fuori non desiderava altro che i Prodotti Fantastici del Paese Fantastico, e li voleva così com’erano. Si pensava che il Mondo reale bramasse di adattarsi al Paese Fantastico. Le Aziende Fantastiche si chiedevano perché mai, prima di produrre i Prodotti Fantastici, si dovessero chiedere cosa volesse il Mondo reale: essendo fantastici era ovvio che il Mondo Reale li volesse così, senza discussioni. Il Mondo Reale (in realtà) chiedeva che la sapienza maturata dalle Aziende Fantastiche si applicasse a fornire prodotti adatti alla richiesta del Mondo Reale. Il Mondo Reale chiedeva anche, impertinente, di relazionarsi con interlocutori strutturati per dare sicurezza, quantità, continuità. Il Mondo Reale sapeva che le Aziende Fantastiche, se avessero voluto, avrebbero potuto fare cose impensabili. Il Mondo Reale attendeva che le Aziende Fantastiche decidessero di investire qualcosa per sapere cosa volesse il Mondo Reale, ad esempio in qualità, quantità, prezzo. Quando questo avveniva, il Mondo Reale rispondeva con indicazioni interessanti, e quando le Aziende Fantastiche, cambiando profondamente le proprie abitudini e attese, si strutturavano come Aziende Reali divenendo validi interlocutori… ecco il miracolo: business… Reale, ovviamente. I Ragazzi Intelligenti chiamavano questo elusione, evasione, criminalità e via dicendo: essi sapevano bene che quando le Aziende Fantastiche divenivano Aziende Reali, allora smettevano di chiedere ai Ragazzi Intelligenti di elargire loro il diritto di esistere. Si erano costruite con le loro mani questo diritto, per questo nel Paese Fantastico tutti lo chiamavano Male Fantastico. Chi non mendicava allo Stato il diritto di esistere, chi non restava nell’abitudine di fare ciò che aveva sempre fatto, chi non voleva restare sempre uguale a sé stesso, chi non accettava di far redistribuire ad altri il frutto del proprio lavoro non era Eticamente Fantastico, perché voleva fare liberamente. Lo chiamavano “Liberismo Sfrenato”… Gli omini speravano che impedendo il “Liberismo Sfrenato” qualcuno li avrebbe mantenuti nel Tenore di Vita Fantastico che avevano sperimentato negli anni in cui si erano spesi i soldi dei loro figli e dei loro nipoti. Chissà come andò a finire.

(Andrea Zucchi)