Finalmente la giustizia indaga su una truffa milionaria ai turisti nel sud di Tenerife

downloadLa Corte di Istruzione n° 3 di Arona, nel sud di Tenerife, sta indagando su una presunta truffa ai turisti nella vendita di vacanze in multiproprietà-timesharing, dopo una denuncia presentata nell’aprile 2011 contro il gruppo britannico Resort Properties e la sua delegazione spagnola, Silverpoint Vacations SL.

Si parla di oltre 12 milioni di euro, secondo lo studio legale che rappresenta le 233 famiglie che hanno aderito alla causa, sostenendo di essere vittima di una truffa.

Finora sono state accusate 20 persone fra dirigenti, responsabili commerciali e venditori. Giovedi sono stati chiamati a testimoniare: Mark Cushway, già direttore esecutivo del Resort Properties e attualmente amministratore delegato di Silverpoint Vacations, e Francisco Alonso Andújar, responsabile della stessa società. Intanto l’audizione del primo è stata sospesa fino al 14 novembre, perché è fuori dal paese.
Secondo la denuncia, il Gruppo Resort Properties vendeva settimane in multiproprietà come investimenti ad alto rendimento, con la promessa di una rivalutazione.
I clienti hanno investito ingenti somme di denaro nella speranza di guadagnare da una futura rivendita della settimana ma, quando andavano a informarsi presso l’azienda sullo stato del loro investimento, Resort Properties li informava che le vendite erano in ribasso e proponeva come unica soluzione un nuovo investimento. “Non solo non hanno mai rivenduto nulla, ma nel frattempo si dovevano affrontare le elevate spese di manutenzione (fino a 600 euro a settimana)”.
Per i denuncianti, la cosa era dimostrata dal fatto che, mentre si comunica ad un cliente che l’investimento non vale nulla e non si può vendere, si continua a venderlo ad altri clienti. Oltretutto, secondo lo studio legale Canarian Legal Alliance, utilizzavano l’affiliazione a una presunta organizzazione di protezione dei consumatori, per approfittare ulteriormente della buona fede degli acquirenti.
Gli avvocati puntualizzano che questo business è attivo da decenni e chi lo gestisce sa perfettamente che non esiste un mercato di rivendita delle settimane, ma “le tecniche di vendita erano basate interamente sul guadagno derivante dalla presunta rivendita delle settimane.”
Inoltre, al momento dell’acquisto, la società “regalava” una settimana in altri alloggi del club dello stesso gruppo in Tenerife. “Se si considera che i clienti avevano appena comprato delle settimane, il dono non ha senso, dal momento che il godimento delle vacanze doveva essere già garantito”!
Inoltre, la società “garantiva” che già nel primo anno si sarebbero potute ricavare diverse migliaia di sterline dall’affitto, “il che rafforzava il senso di valore che dovevano avere quelle settimane.” Tuttavia, dopo questo periodo, non era stato mai affittato nulla…
In cinque delle quattordici clausole della dichiarazione di conformità dei contratti, si parla di rivendita di settimane, ma senza garantire la tempistica in cui doveva realizzarsi.
In questo complotto ci sono alcuni elementi aggravanti, come il fatto che la maggior parte dei clienti erano pensionati, e molti di loro avevano investito tutti i risparmi di una vita su questi prodotti.
“Le promesse e le false aspettative si ripetono fino alla nausea durante la fase di vendita, ma non trovano nessun riscontro nei contratti firmati. Gli imputati sapevano in anticipo che non avrebbero effettuato la loro parte del business: la rivendita lucrativa di queste settimane,” dice la nota presentata al giudice.
Il magistrato di Arona, su richiesta dei ricorrenti, ha fatto una rogatoria nel Regno Unito perchè le autorità giudiziarie inglesi chiedano informazioni alla Banca Barclays sui contratti sottoscritti con Resort Properties e Silverpoint per agevolare i prestiti ai clienti della società.
I pubblici ministeri sospettano che la banca abbia lucrato su queste transazioni finanziarie con i clienti del timesharing e, finora, hanno chiesto a Barclays una cauzione di € 919.000 per gli interessi pagati dalle presunte vittime della truffa per i prestiti contratti per pagare le settimane.