pag16_2-Enigma-del-Mab-Bloque-de-Lava-con-fauna-e-incrustaciones-humanasIl Cabildo di La Palma inizierà quest’anno lo scavo archeologico di una delle necropoli più importanti che si trovano nell’isola, la Cueva de la Cucaracha, che si trova nella montagna di las Tabaibas, nell’Ajuntamiento di Mazo. All’interno di essa vi è un sacco di materiale archeologico, non solo cocci di ceramica o lavori in pietra, ma anche resti umani provenienti da sepolture e altri riti funebri. La ricerca dovrebbe essere condotta dall’archeologa Nuria Álvarez Rodríguez, specialista di questo tipo di siti sull’isola. “La cosa notevole di Cucaracha è che i resti sono termoalterati, sono cioè bruciati”, ha detto la ricercatrice, e La Palma è l’isola delle Canarie dove si trovano più reperti di questa natura. Questo sito era stato scoperto nel 1963 da un gruppo di appassionati di archeologia, tra gli altri, Myriam Cabrera, Antonio Soler e Amílcar Morera. Negli anni sono stati trovati diversi materiali, fra cui parecchi scheletri e tombe delimitate da pietre, come ricorda l’archeologo Jorge Pais. Una delle scoperte più curiose che si sono verificate in quella caverna sono stati i blocchi di lava con resti umani incorporati. Tutto questo materiale, dopo aver trascorso anni custodito nella casa di Myriam Cabrera, rimasta per decenni “l’università dell’archeologia palmera”, è ora nel Museo Archeologico Benaoharita. In un primo momento, Pais aveva pensato che l’origine fosse un’eruzione verificatasi nell’area, ma in una visita successiva, ci si rese subito conto che era impossibile che la lava provenisse da questa zona. Uno studio ha poi stabilito che i blocchi di lava provengono dall’eruzione della Malforada, situata sulla dorsale del Cumbre Vieja, avvenuta intorno al 1050, a circa otto chilometri di distanza. Un’area che si ha l’intenzione di passare al setaccio, per vedere se ci sono altri resti.

(Bina Binella)