La Ryder Cup e la sua storia

pag13_POULTERROSEYEAHMAIN(quando lo sport unisce le genti ed i popoli)

Prima ancora dell’unità monetaria in Europa è arrivata l’unità sportiva, quando gli irlandesi ed i britannici si sono accorti di non poter nulla contro lo strapotere degli statunitensi, nel 1979 hanno chiesto ai colleghi di tutta Europa di unirsi a loro in questa gara. La Ryder Cup, dal 1927 sino al 1979, ha visto solo 3 volte la compagine irlandese-britannica superare quella americana, che invece ha vinto ben 18 volte, più un pareggio nel mezzo.
Ebbene, l’unione ha mostrato quanto grande è il vecchio continente dal 1979 al 2014 abbiamo vinto 10 volte, inclusa l’ultima vittoria per gli europei terminata il 28 settembre u.s., 2 volte pareggiato e 7 volte la coppa è andata agli americani. La coppa è nata dall’idea di Samuel Ryder, appassionato golfista inglese che decise di mettere in palio per la prima volta nel 1926 questo trofeo, valutato all’epoca 100 Ghinee; ma è dal 1927 che la Ryder Cup ha assunto la veste di un torneo biennale che, a parte l’interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale, è così arrivato sino ad oggi. Il formato odierno vede 2 squadre di 12 giocatori ciascuna, che si affrontano prima in 16 incontri di coppia e poi in 12 singoli; un punto va alla squadra vincitrice di ogni incontro, mezzo punto ciascuno in caso di parità. Se il punteggio finale è di parità, la coppa resta a chi la detiene all’inizio della gara. Quest’anno il capitano del team europeo è Paul McGinley, la selezione dei giocatori è per 9/12 fatta per meriti di classifica, mentre 3 giocatori sono scelti a discrezione del capitano.
Rory McIlroy, Henrik Stenson, Victor Dubuisson, Jamie Donaldson, Sergio Garcia, Justin Rose, Martin Kaymer, Thomas Bjorn, Graeme McDowell hanno guadagnato sul campo l’accesso alla squadra, mentre Stephen Gallacher, Ian Poulter e Lee Westwood sono state le scelte di McGinley. Vogliamo dire che, mentre le scelte di Poulter e Gallacher sono state supportate anche da un ottimo rendimento in campo, quella di Westwood è stata essenzialmente una scelta di cuore del capitano. Non vogliamo dire che Lee non sia un ottimo giocatore, ma, forse, tra gli europei c’è qualche altro giocatore che ultimamente ha avuto un rendimento molto maggiore, uno su tutti Joost Luiten, ma dirò per come è andata è stato un successo.

(Cosimo Delfino)