pag04_dreamstime_xs_30400800IL VACANZIERE – Il cittadino italiano che durante il suo temporaneo soggiorno in Spagna necessiti cure urgenti o anche solo medicalmente necessarie, può avvalersi della TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia). Detta tessera è in vigore in tutta l’Unione Europea (altresì in Svizzera, in Norvegia, in Islanda ed in Liechtenstein) dal 1º novembre 2004 e, sostituendo le funzioni in precedenza coperte dai nostri modelli E 110, E 111, E 119 ed E 128, permette di recarsi direttamente presso un medico, una struttura sanitaria pubblica o convenzionata dello Stato in cui ci si trova e ricevere le cure alle stesse condizioni degli assistiti di detto Stato. A seconda della legislazione vigente nel Paese in cui si soggiorna, l’assistenza sanitaria potrà essere gratuita (Spagna) oppure rimborsata all’utente al suo rientro in patria. Tale tessera, che racchiude i dati anagrafici ed assistenziali della persona nonché il suo codice fiscale, sia su banda magnetica che in formato a barre, in Italia è stampata sul retro della Tessera Sanitaria Nazionale. Attenzione! La TEAM NON può essere utilizzata per usufruire all’estero di cure di alta specializzazione già programmate (ad esempio un trapianto), per le quali è necessaria l’autorizzazione preventiva da parte della propria ASL con apposita modulistica. Altresì è bene ricordare che questa tessera in Spagna generalmente NON viene accettata da cliniche, ospedali o centri medici privati.

IL RESIDENTE – Il cittadino italiano che decidesse di trasferirsi stabilmente in Spagna si vedrebbe sospesa l’assistenza sanitaria medica in Italia, con facoltà però di recuperarla in qualsiasi momento qualora si trasferisse nuovamente in Italia. Se, una volta divenuto residente spagnolo a tutti gli effetti (rispettando tutti i passaggi legali necessari, ivi inclusa l’iscrizione all’AIRE), dovesse rientrare in patria per brevi periodi potrebbe utilizzare la sua TEAM (in questo caso emessa dallo Stato spagnolo). Inoltre, qualora non disponesse nemmeno della copertura sanitaria spagnola e conseguentemente di una tessera sanitaria valida a livello europeo, in Italia potrebbe sempre e comunque usufruire di prestazioni ospedaliere urgenti sia in regime di ricovero che ambulatoriali per un periodo massimo di 90 giorni nell’arco dell’anno.

Prima di analizzare il funzionamento del sistema sanitario spagnolo è necessario fare una piccola premessa sul concetto di Seguridad Social. Innanzitutto va chiarito che il sistema sanitario e la Seguridad Social non sono la stessa cosa: la SS è più in generale un sistema di protezione pubblica che, attraverso una serie di Enti ed Organismi fra loro collegati e collaboranti, si fa garante di una serie di prestazioni stabilite per legge col fine di affrontare differenti situazioni di necessità sociale. Dette prestazioni si dividono in due categorie: 1) CONTRIBUTIVE: questo tipo di prestazioni sono generalmente accessibili a fronte della propria contribuzione al sistema, ossia a fronte di un previo apporto economico alle casse dello Stato (sono i cosiddetti contributi versati mensilmente tanto dai datori di lavoro quanto dai lavoratori). Le prestazioni contributive sono quelle di natura sanitaria e quelle di natura economica come malattia, maternità, disoccupazione (si tratta del cosiddetto paro contributivo: vi accedono persone che hanno perso il lavoro involontariamente ed hanno versato i contributi per un periodo superiore a 360 giorni), pensione di vecchiaia, incapacità permanente e morte, prestazioni familiari, infortuni sul lavoro e malattie professionali. 2) ASSISTENZIALI: sono quelle concesse per l’esistenza di una necessità indipendentemente dai contributi versati e pertanto finanziate dalle casse pubbliche. Ad esempio pensione di invalidità, pensione di anzianità non contributiva, sussidio per figli a carico in caso di mezzi economici limitati, sussidio di disoccupazione (di tratta del paro di livello assistenziale per soggetti con specifici requisiti) ecc.

Inquadrato l’ambito delle prestazioni sanitarie, possiamo distinguere gli assicurati, ossia coloro che possono fruire della copertura sanitaria, nelle seguenti categorie: A) Lavoratori o coloro che si trovano in una condizione equiparabile tra quelle elencate dalla Ley General de Seguridad Social (ad esempio saranno considerati comunque coperti i lavoratori stagionali durante il periodo di inattività). Per tutti (spagnoli ed italiani residenti) svolgere un’attività lavorativa in territorio spagnolo comporta obbligatoriamente il versamento dei contributi e contestualmente consente l’accesso a tutte le prestazioni proporzionate dalla Seguridad Social. B) Pensionati. I pensionati italiani che spostano la residenza all’estero, per poter usufruire dell’assistenza sanitaria devono presentare alle istituzioni competenti degli Stati esteri (è possibile recarsi direttamente al Centro de Salud del Municipio di residenza) il modello S1 (ex modello E121) che va richiesto alla ASL italiana. È auspicabile inoltrare la richiesta alla ASL prima di lasciare il Paese per evitare ritardi nell’iscrizione nel luogo di nuova residenza. C) Coloro (sia spagnoli che italiani residenti) che ricevono prestazioni e sussidi per disoccupazione o altre prestazioni periodiche: quando un lavoratore rimane disoccupato e riceve una prestazione contributiva per disoccupazione, continua il versamento dei contributi presso la Seg.Soc. attraverso l’Ente che eroga in concreto la prestazione e conseguentemente permane in capo al soggetto l’assistenza sanitaria se fosse un lavoratore; se si percepisce un sussidio o un aiuto per disoccupazione di carattere non contributivo i versamenti contributivi si interrompono, ma dal 2009 la copertura prosegue per legge. D) Coloro (spagnoli o italiani residenti) che abbiano esaurito la prestazione o il sussidio per disoccupazione e si trovino ancora in stato di non occupazione: in questo caso entra in gioco l’estensione del diritto di assistenza sanitaria stabilito dalla Ley General de Salud Pública del 2012, sempre che i soggetti in questione si mantengano iscritti come disoccupati presso l’ufficio di collocamento. E) Minori di età.

A questo punto è necessaria una precisazione in relazione alla posizione dei lavoratori autonomi rispetto a quella dei dipendenti. In materia di assistenza sanitaria, la Seguridad Social in generale riconosce agli autonomi le stesse prestazioni e condizioni che ai lavoratori dipendenti. Quindi per poter godere dell’assistenza sanitaria basta essersi iscritto (dado de alta) per proprio conto nelle liste della Seg.Soc. o trovarsi in una situazione assimilabile a quella di iscrizione (A). Allo stesso modo, possono avvantaggiarsi della copertura sanitaria gli autonomi in pensione (B) o che percepiscono qualunque altra prestazione periodica della Seg.Soc., comprese la prestazione o il sussidio per disoccupazione -in questo caso per cessazione di attività- (C). Esaurito il sussidio per disoccupazione e permanendo tale condizione, anche l’autonomo potrà continuare ad esercitare il suo diritto all’assistenza sanitaria (D): tuttavia, in quest’ultimo caso la durata della copertura è differente in funzione del numero di giorni di contribuzione nei 365 giorni anteriori alla cancellazione (baja) dalla liste della Seg.Soc. per cessazione dell’attività. Se sono stati versati contributi per almeno 90 giorni, si può conservare il diritto alle prestazioni sanitarie fino a 52 settimane successive alla cancellazione, se sono stati versati per meno di 90 giorni, fino a 39 settimane successive alla cancellazione.

Nonostante le varie estensioni alla copertura sanitaria applicate nel corso degli anni per correggere le storture del sistema, persistono situazioni di esclusione: ad esempio un lavoratore autonomo che abbia cessato l’attività e che non abbia fruito di alcuna prestazione o sussidio di disoccupazione, di fatto non rientra in nessuna delle categorie di assicurati o delle estensione previste. In questo, come in altri casi, esistono due possibili soluzioni cui possono tranquillamente accedere anche gli italiani residenti: 1) ricorrere alla cosiddetta tessera sanitaria per persone senza mezzi economici (tarjeta sanitaria para personas sin recuros): possono farne richiesta le persone che non possiedano i requisiti per ottenere la copertura sanitaria in altro modo e che possiedono una rendita di qualsiasi natura uguale o inferiore al salario minimo (annualmente stabilito per legge); 2) diventare beneficiari della tessera sanitaria di un familiare. Possono diventare beneficiari le seguenti categorie: il coniuge o il partner nelle coppie di fatto registrate, l’ex coniuge o l’ex partner in stato di separazione, i figli o soggetti assimilati minori di 26 anni o che siano invalidi, fratelli e sorelle. Detti soggetti devono presentare altresì i seguenti requisiti: convivere con il titolare delle prestazioni sanitarie (eccetto ovviamente i separati o i divorziati), essere a carico del titolare (eccetto il coniuge o la coppia di fatto), non percepire una rendita superiore secondo l’indice IPREM (Indicador Público de Renta de Efectos Múltiples) che viene pubblicato annualmente con la Ley de Presupuestos.


Si ricorda che tutto quanto sopra detto si riferisce a soggetti che possono vantare una situazione di regolarità di fronte allo Stato Spagnolo. Quindi che succede con gli stranieri irregolari? Attualmente gli stranieri maggiorenni non regolarmente registrati e non autorizzati come residenti in Spagna possono ricevere assistenza sanitaria unicamente in caso di urgenza per malattia grave o incidente o in caso di gravidanza (compreso parto e postparto). Per i minorenni, benché irregolari, si applica una copertura identica a quella degli spagnoli.

Per approfondimenti è possibile consultare il sito web della Seguridad Social. Il seguente link è invece utile per appurare il proprio diritto all’assistenza sanitaria: https://sede.seg-social.gob.es/Sede_1/Lanzadera/index.htm?URL=97

Fonti principali:

Ley 33/2011 General de Salud Pública 

Ley 16/2003 de cohesión y calidad del Sistema Nacional de Salud

Ley 22/2009 del sistema de financiación de las comunidades autónomas 

Real Decreto-ley 16/2012 de medidas urgentes para garantizar la sostenibilidad del Sistema Nacional de Salud y mejorar la calidad y seguridad de sus prestaciones.

http://www.seg-social.es

Avv. Elena Oldani