PAG01_pre18Per un pugno di “Mi piace” su Facebook ormai si arriva a fare di tutto, una carica di autostima che per gli adolescenti rappresenta la Corsa all’Eldorado. Qualcuno direbbe “Ho visto cose che voi umani non potete immaginarvi”… Quindi senza sforzarci troppo accendiamo il computer e scendiamo negli inferi di Internet, dove lo spettacolo è assicurato, non altrettanto il ritorno nel mondo dei vivi. Adesso che sappiamo i rischi del nostro viaggio, possiamo iniziare a parlare di una delle ultime piaghe sociali giovanili più in voga, il Prediciottesimo: esibirsi oltre il limite del grottesco con foto e video da caricare sui Social Networks per ottenere considerazione e gli agognati “pollici in su”. I servizi sono fatti da presunti professionisti e hanno dei prezzi che si aggirano anche sul migliaio di euro, si sa che la raffica di “Mi piace” richiede sacrifici economici non indifferenti. PAG02_IcvrKKfQuesto pollice bianco e blu ha rivoluzionato il modo di approcciarsi, soprattutto tra i giovanissimi che ne sono dipendenti. Lo cercano, lo rincorrono, lo studiano, lo barattano. Cadono in una sorta di effetto Domino “Do ut Des” 2.0. Ovvero io ti regalo il “Mi piace” anche se penso che sei brutta, inetta, minus habens, esaltata ed arrogante, però quando poi metto il video dei miei 18 anni tu ricambi il favore. Tacito accordo. Ormai non bastavano più i piedi in spiaggia, le fette biscottate inzuppate nel latte a colazione e il labbro da gallina davanti allo specchio del bagno. L’ultima frontiera del Pollicione richiedeva qualcosa di talmente imbarazzante da aver richiamato l’attenzione di Enrico Lucci, che nell’ultimo servizio  per Le Iene ha demolito, con la solita finta ingenuità, i protagonisti inconsapevoli dell’orrore. Neo diciottenni che per la loro festa mettono in scena dei cortometraggi mostruosi: ragazze truccate oltremodo e bardate con leggins leopardati in scenari insoliti; ragazzini che fanno la parte di killer mafiosi, pseudo sirenette che si fanno immortalare mentre rotolano in 2 cm d’acqua e aspiranti modelle che girano in casolari di campagna con un mitra in mano. Un vero e proprio circo che ha poco a che vedere con la maggiore età. Naturalmente, per non farci mancare niente, e per alimentare stereotipi sociali degni del reparto di Psichiatria, il tutto avviene sotto la spinta di genitori e familiari che si lasciano ammaliare dalla notorietà che il video riscuote nei Social Networks. Poco importa se la notorietà coincide con l’umiliazione pubblica dei figli, che diventano le vittime sacrificali dei compagni di classe e di “Naviganti” in cerca di risate. Il gioco vale la candela, un pollice vale quanto una mano.

Prima della Iena Lucci, una famosa pagina Facebook dal titolo “Il peggio della fotografia Made in Italy” si è occupata del fenomeno bizzarro, raccogliendo materiale scabroso e trash su diciottesimi e matrimoni. Tutti scagliamo “pietre” e attuiamo lapidazioni pubbliche di massa, ma questo non riesce a fermare l’orrore. A quanto pare il Pollicione blasonato rende quasi immortali, o almeno formatta un po’ di memoria a breve e lungo termine, facendo dimenticare il dilagante disprezzo dei commenti. D’altronde non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace… E se proprio non ti piace, almeno metti “Mi piace”.

(Elisa Piras su www.today.it)