pag26_grinchLa superstizione è circolata fino agli inizi del Novecento. Chi nasceva nella notte di Natale era condannato ad essere lupo mannaro. E con questo certo non si indicava la malattia vera, la licantropia. Si intendeva trasformarsi in un mezzo lupo, e diventare rei di scorrerie per le campagne, nelle cantine, danneggiamenti di vario genere ecc. Chi nasceva la notte di Natale diventava lupo mannaro perché quel giorno era riservato a Gesù Cristo, e quindi era un oltraggio osare scegliere quel giorno per venire alla luce. Di più, si aveva l’ardire di sapere anche in quale giorno era stato concepito il neo lupo homines. Su questo non c’erano dubbi: il 25 marzo, esattamente nove mesi prima della nascita. E’ bene considerare due fattori. Il primo è che la data del 25 dicembre è convenzionale; si hanno seri dubbi sull’anno esatto della nascita di Cristo, figuriamoci sul giorno. Il secondo è giustificato dal livello di conoscenza popolare dell’epoca (come detto fino al primo Novecento): non è detto che si nasca esattamente nove mesi dopo il concepimento. E cosa significa nove mesi, se questi non hanno tutti lo stesso numero di giorni? Per dovere di chiarezza, tuttavia, va detto che essere un lupo mannaro “natalizio” non dava luogo a discriminazioni particolari. Non era che una più o meno innocua superstizione, una diceria. Tali persone si sposavano e conducevano una vita regolare, anche se talvolta erano oggetto di sfottò.

(Bina Binella)