pag13_soapboxraceA Torino il 28 ottobre 2014, ben 62 equipaggi si sono sfidati in 500 metri di discesa libera per aggiudicarsi i sei premi messi in palio per la Redbull Soap Box Race. A trionfare per velocità, creatività e performance, è stato il team “Let there be rock”. Carlo Riveccio, Matteo Dondi, Gianluca Diodati e Mauro Di Salvo di Milano. A progettarla Giordano Dondi che in due mesi e la collaborazione del team ha realizzato con cura, amore, legno e polistirene la bella” ROSIE”, un bolide di 90 kg a forma di chitarra, rossa e nera proprio come quella di Angus Young del complesso Ac/Dc. Il lavoro è stato apprezzato anche dai conduttori della emittente Inglese Umtv, che seguono tutte le Soapbox race del mondo, che l’hanno definita “la vettura meglio riuscita nella storia della competizione”.pag13_HWeo5 Ventimila persone a guardare e sorridere ed altri 11.000 utenti per la diretta in streaming. Non è stata solo una esibizione di velocità, anzi, la giuria ha considerato anche la bellezza del progetto e la esibizione coreografica prima che i due spingitori lanciassero la macchina. Davvero gli organizzatori hanno azzeccato lo slogan “Creatività-esibizione-velocità”. Le richieste di iscrizione, 4 mesi prima, erano state circa 500. I responsabili hanno esaminato i progetti ed ammesso alla partenza 65 equipaggi. A parte 3 team non partiti, tutti gli altri si sono esibiti per la gioia del pubblico accorso a vedere queste strambe macchine, sfornate dal genio creativo e bizzarro dei partecipanti.pag13_soap La squadra vincitrice si godrà il gran premio di Austria di F1 del 2015, spesata di viaggio, hotel, tribune ed accesso al box Red Bull. Un successo inaudito: del resto le gare di soapbox esistono in tutto il mondo e sono una cosa molto seria, celata dall’autoironia e dalla voglia di esibirsi. A questo punto viene spontaneo chiedersi: perché non  organizzare una manifestazione 2015 anche a Los Cristianos?

(G. Dondi)