pag11_normativa_DicLe isole Canarie sono, con la Comunità Valenciana, le regioni spagnole con la peggiore assistenza sanitaria, la spesa pubblica in Spagna precipita, e in soli cinque anni c’è stata una riduzione di quasi il 22%, circa 15.000 milioni di euro in meno. La politica dei tagli ha interessato tutte le regioni, ma alcune più di altre, a seconda degli interessi dei loro governanti per preservare la salute pubblica, perché vi sono alcuni che hanno tenuto una politica meno aggressiva contro i loro sistemi sanitari. I tagli di bilancio e l’approvazione del regio decreto legge 16/2012 hanno avuto intensità e calendari diversi a seconda della Comunità Autonoma, così la percezione dell’effetto è diverso in ogni territorio. Un dato di fatto, nel 2009 il bilancio della sanità pubblica aveva raggiunto i € 70.000 milioni, e nel 2014 la somma prevista per questo scopo è stata € 52.700 milioni e, anche se è probabile che ci sia una crescita al momento del saldo, è improbabile che superi il 10%, vale a dire la spesa sanitaria pubblica nel 2014 sarà pari a circa € 15.000 milioni meno rispetto al 2009 (una riduzione del 21,42%). I tagli del personale e delle infrastrutture: a causa del ridimensionamento economico, sono diminuiti in misura molto significativa gli organici dei centri sanitari, hanno chiuso letti, ridotto l’attività delle sale operatorie, le attrezzature di alta tecnologia, ecc. pag11_recortes-sanidad-matanCome sempre con la protezione della maggiore opacità, ma certi fatti sono ben noti, così come i 53.000 lavoratori in meno che ha il sistema sanitario pubblico, o il significativo aumento delle liste di attesa, sia ambulatoriali che chirurgiche, dei test diagnostici o per la consultazione per le cure primarie. Oggi, un numero crescente di cittadini è scontento del sistema sanitario, e la percentuale di cittadini che ha valutato positivamente l’organizzazione della sanità pubblica è scesa in un anno (2013-2014) dal 73% al 49%. Va preso poi in considerazione che il parere della popolazione è stato raccolto tra giugno e settembre 2013, in modo che non riflette le azioni intraprese successivamente. Intanto le privatizzazioni continuano ad aumentare, e si verifica d’altra parte un fenomeno di rinvii sistematici ai centri privati.

(Franco Leonardi)