Scaramanzie… in barca!

pag23_La barca affondaTutti sanno che i marinai sono superstiziosi; la storia della navigazione è da sempre ricca di riti scaramantici, ancora oggi universalmente diffusi. Stregonerie, esorcismi, rituali pagani e religiosi erano e sono pane quotidiano di capitani e marinai, sempre attenti a non sfidare le regole della fortuna e ingraziarsi, con riti propiziatori, la benevolenza degli elementi naturali. Ombrello a bordo, tutti i marinai lo sanno: MAI portare in barca un ombrello! La superstizione è largamente diffusa negli ambienti marinareschi non solo italiani…

Tagliare capelli e unghie: per gli antichi Romani imbarcati, tagliarsi i capelli e le unghie quando il tempo era buono, era di cattivo augurio, così come starnutire salendo a bordo, bestemmiare e ballare. Il varo della barca: l’odierna cerimonia del varo, innocua ed incruenta, è ancora carica di superstizioni. Molti velisti si sentirebbero male se la bottiglia non si infrangesse sulla prua al primo colpo… Il cambio del nome di una barca: cambiare il nome a una barca porta male, perché una barca possiede un’anima come le persone, e come le persone viene immediatamente riconosciuta attraverso il suo nome. Al marinaio esperto, il nome di una barca ne richiama subito pregi e difetti, quindi cambiarle il nome equivale a ingannare i marinai, che non hanno più un istantaneo riscontro del fatto che quella barca ha, magari, rischiato di colare a picco più volte. E allora come si fa a togliere la sfortuna, se fosse veramente necessario cambiarle nome? Ci sono alcuni rimedi: prima di procedere alla sostituzione del nome della barca, far sturare una bottiglia di vino rosso da una vergine e farne aspergere il contenuto sulla prora; cancellare il vecchio nome, lasciando la barca quanto più tempo senza, magari sfruttando la pausa invernale del rimessaggio, con la speranza che “lei” dimentichi e non si accorga del nuovo; sostituire un bullone alla chiglia; conservare il vecchio nome sottocoperta, sistemandolo sul controdritto di prora; collocare una moneta sotto l’albero maestro. E qui riemerge l’antica pratica propiziatoria già in uso presso gli antichi romani. Attenzione però: se l’albero è in alluminio, la moneta dovrà essere isolata elettricamente. I Francesi concordano, sebbene ammettano una significativa eccezione: solo il 15 agosto è possibile dare un nuovo nome alla propria barca, seguendo però scrupolosamente un rigoroso rituale. La barca ribattezzata deve veleggiare di bolina, compiendo una serie di brevi virate, disegnando così un percorso a zigzag. Poi deve poggiare e scendere in poppa piena. Il motivo di un simile rituale? Il percorso rappresenta un serpente che si mangia la coda! Ovviamente è d’obbligo aggiungere la benedizione del prete. Guai a lui, però, se mette un piede sulla barca!

(Bina Binella)