Italiese medio… alla guida in paese straniero

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Ho conosciuto un Italiese medio, che qui chiamerò Mario.

Mario quando arriva a Tenerife noleggia una macchina all’aeroporto e per prima cosa imbocca l’autopista verso Santa Cruz per andare a sud.

Infatti il primo svincolo di Los Cardones l’hanno fatto solo per tutti i Mario (Italiese) che devono invertire il senso di marcia.

Una volta arrivato all’uscita di Los Cristianos per Mario inizia la prima difficoltà: seguire le corsie disegnate sull’asfalto.

Quando sei abituato a tagliare tutte le curve è un’impresa seguire la segnaletica. Solo gli inglesi si adeguano in pochi minuti.


Poi arriva al rettilineo e lì si scatena tutta la smania dell’italiese medio: vedendo una lunga fila nella corsia di destra non gli par vero di poter sfrecciare su quella di sinistra fino in fondo.

Una volta arrivato alla rotonda e fiero di aver guadagnato venti posizioni Mario si prodiga in insulti vari verso tutti quelli che girano solo sulla corsia esterna perché a detta sua “non sono capaci di guidare”!

Si lancia nella rotonda con fare tipico di chi è cintura nera di rotonde e si infila non so come nella strada che voleva.

Davanti a lui una macchina si ferma alle strisce pedonali con la freccia sinistra accesa e poi riparte, dandogli l’occasione di pensare “questi stupidi canari mettono le frecce poi non girano!”.

Poco dopo un’altra macchina davanti si ferma e si crea una piccola coda. Nessuno dice niente. Nessuno suona. Mario ha un tempo di sopportazione molto breve.

Dopo 18 secondi di interrogativi a vuoto gli parte il colpo di clacson! La gente lo guarda e capisce che è Mario, un italiese medio.

L’Italiese non conosce ancora il detto “Se una macchina davanti a te si ferma… aspetta… qualcosa succederà”.

Proseguendo la sua strada si accorge di un fatto insolito: agli incroci la corsia di sinistra gira davvero a sinistra e quella di destra gira davvero a destra.

E’ un fatto strano. Mario rimane basito quando è in fila e vede uno che deve uscire da un passo carraio e quello davanti a lui gli fa cenno di inserirsi nella fila, così, senza vergogna, invece di insultarlo, ignorarlo e bloccarlo per dispetto!

Non concepisce che la prossima volta che sarà lui a dover uscire da un passo carraio troverà un altro che lo farà entrare allo stesso modo.

Difficilmente Mario si abituerà a questa malsana usanza. Girando si accorge che la gente usa spesso quelle robe che lampeggiano chiamate “frecce” e ha un vago ricordo di aver letto sul libretto delle istruzioni che servono a far capire agli altri dove vogliamo girare.

E’ strano che alla gente interessi così tanto sapere dove vuoi andare. Addirittura polizia e ambulanze anche in emergenza ne fanno largo uso.

Chissà chi si credono di essere! Mario è un italiese medio, quindi è l’unico che a Tenerife va in giro in macchina con le luci accese anche di giorno e se prende la moto lo vedi con una freccia sempre fuori.

Certo, è difficile staccarsi da un’usanza di praticità. Lui, l’Italiese, è abituato che la mattina quando parte mette fuori una freccia e la tiene così tutto il giorno, tanto metà delle volte ci prende, no? Per questo Mario si porta dietro anche tutta la frenesia italica. Non guarda gli specchietti perché il mondo è solo davanti e cambia spesso corsia perché crede sempre che l’altra faccia prima.

L’italiese medio è fatto così, anche quando non deve andare da nessuna parte, ci deve andare in fretta! Ha bisogno di molto tempo per staccarsi dalla sua quotidianità e capire che qui agli incroci la precedenza ce l’ha chi ha la precedenza e non chi arriva prima.

Mario è un italiese medio anche quando scende dalla macchina. Per prima cosa parcheggia nel carico-scarico fuori orario o in doppia fila e paga il tipico scotto dell’italiese medio facendosi portare via la macchina dalla gru dopo 3 minuti, imprecando il mondo perché in fin dei conti stava solo intralciando il passaggio regolare del traffico! Che sarà mai!

A quel punto inizia ad elencare tutto quello che non va bene, sostenendo che ci sarebbe bisogno di italianizzare l’isola, perché la gente qui è stupida.

Pensate che il mouse si chiama ratòn e l’hotdog si chiama perrito caliente, il baseball si scrive beisbol e il football si scrive futbol. Che ignoranti!

Purtroppo però questa gente italianizzata, inglesizzata, stranierizzata, ha un buco temporale di 30 anni nella vita rispetto a noi. Cioè sono passati dal badile allo smartphone saltando ciò che c’è stato in mezzo.

Quando per telefonare usavano ancora le cabine è arrivato l’uomo dal continente e gli ha scaricato una tonnellata di computer, smartphone e navigatori in un’isola lunga meno di 100 km. Però nel suo vagare Mario ha notato un dettaglio che a molti è sfuggito: in tutti i palazzi sui campanelli non compaiono mai i nomi ma solo dei numeri.

Questo gli ha dato l’impressione che Tenerife sia piena di gente scappata di casa, che non vuole farsi trovare! Il posto ideale per Mario…

(Silver Nervuti)

(NdR ti chiami Giuseppe o magari Mario, ma non ti senti italiese medio? Allora perché dovresti arrabbiarti?)