L’Italia e il primato dell’involuzione

pag01_MIN-ORDER-39-Small-spoon-vintage-bone-font-b-china-b-font-font-b-ladle-bSe uno sa costruire aerei e uno sa fabbricare mestoli di legno, non trovate logico che il costruttore di aerei che abbia bisogno di un mestolo se lo compri da chi lo produce? Oppure pensate che chi sa fare aerei dovrebbe costruirsi il mestolo in casa? E se impiegasse il suo tempo a costruire mestoli, aratri, a seminare e coltivare la terra, a fare bicchieri di vetro, secondo voi potrebbe mai costruire aerei? Il discorso non dipende da chi e dove si producono mestoli o aerei, se ad Alessandria, a New York o a Shangai. L’autarchia andava bene nelle tribù cavernicole che non vivevano, sopravvivevano. Infatti era un’umanità primitiva. Se un cinese mi offre un mestolo a 75c, io lo compro. E se il produttore di mestoli italiano fallisce mi dispiace, ma non posso pagarglielo 2.5€ per salvargli le terga. Convinciamoci anche di un’altra cosa, non è che se avessimo la Thatcher al governo un mestolo italiano costerebbe 75c perché le tasse sarebbero più basse. Non riusciremmo comunque a fare mestoli e competere con la Cina, la Thailandia e l’Indonesia, che fanno mestoli a 75c e ci guadagnano. Infatti in Olanda, in Germania, in Inghilterra o in California non esistono produttori di mestoli che falliscono per la concorrenza cinese, semplicemente perché hanno smesso da tempo di produrre cose semplici. Noi invece, che abbiamo uno stato delinquenziale che premia i lazzaroni e ha distrutto l’istruzione, non abbiamo più quelli che sanno fare aerei, turbine nucleari o biotecnologie e, se ne abbiamo qualcuno, se ne scappa all’estero. Non appena finiranno di spolpare la ricchezza risparmiata dalle generazioni passate a botte di patrimoniali, torneremo a fare concorrenza ai vietnamiti sui mestoli, e verremo pagati 10 euro a settimana. E finalmente tutti avranno un lavoro.

(Mauro Gargaglione)