Storia della comunità indiana alle Canarie

Gope Bhagwandas Mahtani è il Console, e quindi il rappresentante, di una delle più grandi comunità straniere nelle Canarie. Nell’arcipelago vivono circa 8.000 persone di origine indiana, e la maggioranza ritiene le Canarie casa propria. Mahtani ha trascorso 23 anni aiutando queste persone perfettamente integrate nelle isole. “Siamo come fratelli” dice quando gli viene chiesto circa le relazioni tra le due culture. Ma chi è questo Console indiano? Gope Bhagwandas Mahtani vive da 48 anni a Tenerife e per 23 è stato il console dell’India alle Canarie. Attraverso il suo ufficio ha sempre cercato di aiutare i suoi concittadini ad integrarsi con la cultura delle Canarie, ma anche a mantenere in vita le loro tradizioni. I giovani indiani hanno il loro modo di pensare; hanno abbastanza conoscenza del paese di origine, ma hanno ritmi di vita diversi. Gli anziani hanno sempre cercato di insegnare loro tutto quello che è stato tramandato dai genitori, perché anche se sono fuori dall’India non vogliono perdere il loro contatto con il paese. La comunità indù è stata da sempre formata da commercianti, oggi sta cambiando molto, perché i giovani non vogliono continuare l’attività dei genitori. Così ora si trovano tra i membri della comunità molti più medici, architetti e avvocati. C’è stato un tempo in cui le imprese indiane hanno dato vitalità economica a Santa Cruz. Ora, la maggior parte dei negozi che erano gestiti da indiani in calle Castillo e zona circostante hanno chiuso. Dove c’erano negozi indù ora ci sono bar, ristoranti e caffetterie. Dagli anni ‘50 fino al 2000 tutto è andato bene, ma da quell’anno sono andati lentamente scomparendo. Molti che hanno lasciato Santa Cruz sono andati a Puerto de la Cruz e Playa de Las Americas, via via che il turismo si muoveva verso il sud. Le imprese indù hanno generato molta occupazione nelle Canarie, ma ultimamente no, perché il commercio ha bisogno di fare affari per mantenere il personale, quindi oggi quello che resta sono quasi esclusivamente imprese familiari. Maya, prendendo ad esempio uno dei gruppi commerciali più conosciuti dell’isola, ha sofferto molto ultimamente. Era una società che ha dato vita a questa città ed è un peccato vederla crollare, per mancanza di business e consumo, nient’altro. Non sembra che sia stato a causa di una cattiva gestione. La rivista Forbes ha recentemente segnalato Ram Bhavnani come l’uomo più ricco dell’isola. Sembra sia il più ricco a detta di molti, ma sembra anche che ci siano altre famiglie più ricche di lui. “E’ uno degli impresari più grandi, tra i più ricchi qui. Ha iniziato come una piccola impresa, ma negli ultimi quindici anni ha lasciato il commercio tradizionale ed è entrato in borsa. Ha corso molti rischi, ha saputo come gestire il mercato, ma ha anche sofferto molte perdite”. Gli indiani hanno un’immagine di persone ricche nelle Canarie? “No, penso che il profilo di un imprenditore indiano sia molto semplice. Non ci piace far vedere che siamo ricchi o spendere molto denaro. Manteniamo un profilo semplice e penso che un buon esempio sia il signor Ram Bhavnani, che può avere molti milioni, ma la sua personalità è quella di un uomo molto discreto. Io lo conosco personalmente e sono abbastanza sicuro che sia così”. (NdR quest’articolo segue e completa l’inchiesta del mese della scorsa edizione, incentrata sulla storia del Gruppo Maya)

(Franco Leonardi)