Cosa sono le intolleranze e le allergie alimentari?

pag09allergie-alimentari-aumento-bambini-salute-latte-uova-noccioline-cibi-pericolosi-1Le persone che sono affette da intolleranze alimentari, accusano spesso disturbi per anni, provando ogni tipo di cura senza accorgersi che tutto può dipendere da un certo alimento non gradito al loro metabolismo. L’intolleranza può essere dunque il sintomo di una reazione dell’organismo a cibi comuni, a volta insospettabili, ma che costituiscono uno stimolo tossico capace di dare luogo a molti problemi. Quando questi cibi sono assunti a lungo e in quantità elevate, creano un accumulo di sostanze tossiche sgradite che danno luogo ai vari disturbi. L’organo che è coinvolto in questo processo è l’intestino, che percepisce alcuni cibi come tossici,  coinvolge il sistema immunitario e scatena reazioni infiammatorie. Infatti, capita a volte, pur senza essere affetti da una precisa malattia, di soffrire di disturbi ricorrenti e persistenti, quali: cefalea, gonfiori, stanchezza cronica, dermatiti, continui cambiamenti di peso, astenia, insonnia, depressione… la causa potrebbe essere appunto un’intolleranza alimentare, è l’intestino che si ribella ai cibi “sbagliati”.

Cosa sono le allergie?

Le allergie sono la risposta del sangue a una sostanza estranea. In questo caso si ha una reazione improvvisa e acuta dell’organismo a determinate sostanze irritanti (chiamati allergeni) presenti particolarmente in pollini, profumi, polveri, vaccini, ma anche alcuni cibi, come latte, uova, crostacei, molluschi, pomodori, arachidi, banane, kiwi… L’allergia è scatenata dalla presenza nel sangue di speciali anticorpi, le IgE: quando questi anticorpi entrano in contatto con gli allergeni i sintomi si manifestano in modo violento e sono di tipo cutaneo e/o respiratorio. La diagnosi di un’allergia prevede esami del sangue e test cutanei, mentre le intolleranze si manifestano gradualmente e non in modo violento e sono sempre associate alla quantità dell’alimento che viene ingerita. Nel caso delle intolleranze i sintomi non si manifestano subito dopo l’ingestione del cibo, ma possono manifestarsi con il tempo, e riguardano principalmente problemi gastrointestinali, dermatologici o respiratori. La diagnosi in questo caso si effettua con esami specifici, quali ad esempio il Vega Test. In questo caso molto utile è la dieta di eliminazione, che evidenzia se i sintomi si attenuano togliendo il cibo sospetto.

I cibi che maggiormente presentano intolleranze sono: grano

Essere intolleranti al grano (frumento) non significa essere celiaci, cioè intolleranti al glutine (che è la proteina contenuta nel grano), ma vuol dire essere intolleranti a tutte le componenti del grano. I sintomi in genere sono: gonfiore addominale, difficoltà digestive, disturbi gastrici, a volte eruzioni cutanee, ritenzione di liquidi e improvvise variazioni di peso. I cibi a rischio sono: pane e biscotti da forno, cornflakes, pizza, carne e verdure impanate, dolci, birra, whisky e gin.

Latte e latticini: le cause dell’intolleranza al latte e latticini possono essere di due tipi: al lattosio, quando l’intestino è incapace di assorbire questo zucchero complesso che si trova nel latte, oppure alle proteine del latte, tipica dei bambini. I sintomi più comuni sono: dolori addominali, meteorismo e colite. Gli alimenti da evitare sono: latte vaccino, di capra, di pecora, di bufala, latticini freschi, gelati, panna e tutti gli i dolci, biscotti, zuppe, creme e salse contenenti latte.


Lieviti: lieviti di birra o di pane usati per consentire ai prodotti di diventare soffici, spesso vengono mal assorbiti dall’intestino, che tende a gonfiarsi, a non metabolizzare i principi nutritivi e ad evacuare in modo irregolare. I sintomi sono i disturbi gastrointestinali e le eruzioni cutanee. I cibi da evitare sono: pane, pizza, brioches, pasticcini, torte, birra… ma anche formaggi fermentati, salsa di soia, funghi e gli integratori a base di lievito.

Uova: l’intolleranza alle uova può essere scatenata dall’albume o dal tuorlo oppure dall’uovo intero. I sintomi sono crampi, gonfiori, disturbi digestivi, spesso accompagnati da dermatiti, afte, acne e talvolta disturbi respiratori. Occorre evitare tutti i cibi preparati con uova, pasta all’uovo, torte, gelati, budini, creme….

Frutta secca e soia: anche le noci, le nocciole, le arachidi, i semi oleosi e la soia possono rilasciare a livello intestinale sostanze che con il tempo irritano la mucosa digestiva e provocano fenomeni di mal assorbimento e la secrezione di una sostanza irritante chiamata istamina. I sintomi sono cattiva digestione, fermentazione intestinale, dermatiti. Occorre rinunciare a noci, nocciole, arachidi, mandorle, anacardi e tutti i prodotti industriali che contengono gli oli estratti da questi cibi.

Mentre per la soia occorre considerare che compare come ingrediente in molti alimenti, quali ad esempio lo yogurt e il gelato di soia, il tofu, hamburger vegetariani, cioccolata… Un consiglio sicuramente utile è quello di variare l’alimentazione il più possibile, è opportuno evitare di mangiare gli stessi alimenti tutti i giorni, perché qualsiasi alimento consumato spesso e in dosi massicce, può risultare intollerato, soprattutto dopo un periodo di stress o  di malattia, situazioni che affaticano sia intestino che le difese immunitarie.

(D.ssa Laura Nardi)