Perché Candelaria?

pag08candelariaQuando dico agli amici conosciuti qui dove abito tutti mi chiedono: perché Candelaria? E’ abbastanza inconsueto scegliere questa cittadina, che è un po’ fuori dalle rotte turistiche di chi viene a Tenerife. Invece per me è stato un amore a prima vista ed è un amore che si rafforza ogni giorno. Scriveva Cesare Pavese “un paese vuol dire non essere mai soli” e Candelaria non è un paese considerando i suoi 25000 abitanti, pur tuttavia ha la struttura del paese un po’ sonnolento, tranquillo, dove dopo un po’ la gente ti riconosce e ti saluta. Ha una strada che porta al Santuario della Madonna Nera della Candelora, che sembra una di quelle vie dei paesi del nostro sud, paciosa e rilassante. Poi arrivi alla piazza che architettonicamente, per noi abituati alle piazze italiane, non colpisce proprio, però ti prende per la luce, l’ampiezza, per quelle grandi e fiere figure di condottieri guanches dietro cui vedi un mare meraviglioso. Poi lei, Candelaria, è tutta lì, come adagiata lungo il mare quasi a volerne far parte. Quando la sera dalle mie finestre vedo la passeggiata del lungomare che si snoda con tutte le luci mi incanto. E che dire della mattina quando vedo sorgere il sole dietro Gran Canaria? E’ uno spettacolo talmente bello che mi emoziona, così come ha fatto esclamare tutti gli amici e familiari che lo hanno visto ed immortalato con centinaia di fotografie. La gente è gentile, come lo sono tutti a Tenerife, ma qui lo è di più, perché meno distratta dalle frotte di turisti che accalcano certe strade dell’isola. Ieri portavo due borse pesanti di acquisti dal supermercato, ho aperto il cancello del residence, due ragazzine che giocavano mi hanno vista e si sono avvicinate a prendermi le borse; tutti ti salutano, anche per strada, gente mai vista ed è bellissimo. I miei nipoti mi dicono di una frase brasiliana che tradotta dice “gentilezza genera gentilezza” ed è così: come puoi essere ombrosa quando vedi forme così dolci di gentilezza? Sarà merito del mare, veicolo di interscambi dai primordi dell’uomo? Sarà merito del sole che vivifica e rende tutto più gioioso, felice e sereno? Non lo so, so solo che tutto questo mi fa sentire bene e mi fa benedire la scelta che ho fatto nel prediligere quest’isola alle altre mete possibili. Dall’Italia l’ho scelta per sfuggire ad un mio disagio personale per una perdita dolorosa e per non diventare una mamma opprimente: ho pensato ad un luogo caldo, ma non troppo, europeo per maggiori sicurezze, facilmente raggiungibile dai miei cari. Non potevo scegliere meglio! I miei amici da tempo qui scherzano sul mio entusiasmo, mi dicono che poi vedrò anche i problemi dell’isola, (alcuni li ho notati, ne parleremo il prossimo mese), per ora mi godo la felicità di essere qui. Dopo l’inciso personale torno a lei, a Candelaria. Qui arrivano continuamente corriere di turisti che visitano il Santuario, ma sono tranquilli ed ordinati, in fondo vanno a visitare un luogo di culto! Tutta l’isola è pulita e ben curata: qui ancora di più, come se anche i luoghi pubblici fossero un po’ casa tua da tenere in ordine e mantenere “assestata”. Alcuni amici che vivono al sud mi dicono che in questa zona il clima è meno caldo in inverno, c’è più vento, più facilmente piove. Sarà senz’altro vero, però in due mesi che sono qui ho avuto 4 giorni di vento (è vero che quando tira lo fa con impegno!), 5 di pioggia alternata a schiarite, poi sempre un ottimo clima. Ho fatto il bagno, ho preso il sole, ho camminato tanto ed ho goduto di ogni momento. L’isola è piccola e con 30 minuti, se il tempo di Candelaria non mi piace, vado altrove. Ho la pace, se voglio essere tranquilla, e, se voglio movimento, vado dove lo trovo. E’ questo il bello di quest’isola: dare ciò che ognuno desidera. I miei figli hanno molto spesso preferito andare al sud perché è pieno di tutto, dai giochi al tumulto festoso, alle barche, alle discoteche ecc ecc. Oppure andare ad ovest con i meravigliosi parchi tematici, le belle cittadine raffinate, gli alberi millenari e tanto di più. Tutto meraviglioso ma per me ritornare a Candelaria è come ritornare a casa: forse perché vengo dall’Umbria, una regione tranquilla e mistica, forse perché in Italia abito in un casolare in campagna, forse perché ho qualche anno ed ho bisogno di momenti tranquilli, forse perché, pensate un po’, la mia nonna del cuore si chiamava Candelora ed il suo compleanno era il 2 febbraio, il giorno in cui si festeggia la Madonna di Candelaria!

(Aura Palmerini)