La vittoria della mediocrità

pag01_mediocrity1Da decenni tutto il sistema culturale ed educativo, ma anche professionale, è strutturalmente concepito per livellare verso il basso e per fare controselezione; per esempio, sdoganando la menzogna che qualunque cazzata ha pari dignità, quando invece la pari dignità sta nelle persone, non negli argomenti che possono tranquillamente essere sbagliati senza per questo dare a nessuno il diritto di lapidare chi li esprime. Operando in questo modo il sistema ha giustificato una selezione mirata a mettere nei posti di controllo i più mediocri, contando sul fatto che non hanno idee per cui battersi. Sanno di essere lì per un caso (non sospettano di esser stati scelti proprio in quanto mediocri, e quindi fedeli a chi li ha opzionati) e cercano di non deludere il capo: si sentono “dalla parte giusta” e adottano l’identico comportamento coi sottoposti, nel timore che qualcuno più brillante li spodesti. Sanno che l’esercizio arrogante del potere, attraverso l’isolamento e la ghettizzazione dei meritevoli, è la sola strada per conservare i propri piccoli privilegi, ottenuti non sanno né come né perché, ma alla fine il sistema funziona così bene che si con- vincono di avere il quid: tu non puoi emergere, non “nonostante” l’intelligenza ma a causa di essa. E vale per tutto: in azienda, all’Università, nei consessi economici, in politica. La nostra società da decenni si è strutturata proprio per questo: massacrare i potenziali oppositori attraverso il meccanismo della controselezione. Il pericolo da cui il sistema si tutela è proprio l’intelligenza: tu sapresti di esserti guadagnato il posto grazie ad essa, e non avresti problemi ad avversare un capo che facesse cazzate. Invece deve esser chiaro al mondo che l’intelligenza NON deve pagare. E’ un difetto, e se ti chiedi il perché sei già sulla cattiva strada: devi solo aderire al disegno e farne parte oppure sarai emarginato.

Federico Devoto