Leggende del Bridge: i Culbertson

pag19_i CulbertsonAll’incredibile fortuna che Ely Culbertson riuscì a cumulare con il Bridge, dette senz’altro l’abbrivio il colonnello inglese Walter Buller che, per sua sventura, ebbe modo di rilasciare la seguente dichiarazione: “I metodi americani di dichiarazione nel bridge sono in contrasto con l’etica del gioco e sono praticamente privi di valore tecnico, qualsiasi buon quartetto britannico potrebbe batterne uno composto da giocatori americani”. Ely che aveva appena annunciato la pubblicazione nel suo Blue Book del sistema dichiarativo più avanzato del momento, grazie alla sua grande capacità di cogliere al volo le occasioni che la sorte gli offriva montandole opportunamente, non si fece sfuggire l’opportunità di una campagna pubblicitaria gratuita di dimensioni colossali. Riportò le parole del colonnello sul suo Bridge World dandogli il vero e proprio sapore di una sfida internazionale e da quelle colonne gettò il guanto della sfida, inviando poi il testo del suo articolo a tutte le principali testate americane. La sua idea funzionò ed il risalto nel mondo anglosassone fu tale, che Buller non poté esimersi dall’accettare la sfida. Ely, che ancora non aveva scritto una sola riga del suo libro, raccolse 10.000 dollari in prenotazioni per potersi finanziare il viaggio in Inghilterra e aiutato dalla grande Josephine lo redasse in poche settimane, facendone coincidere l’uscita con la sua partenza per l’Inghilterra. La squadra americana era composta, oltre che dai coniugi Culbertson, dal barone Waldemar von Zedwitz e da Theodore Lightner, quella inglese dal colonnello Buller, da Nelson Wood-Hill, da Cedric Keho e dalla signora Gordon Evers, che il colonnello volle inserire in squadra, un po’ per cavalleria e un po’ per arroganza, quando seppe che dall’altro lato gareggiava la moglie dello sfidante. L’incontro fu a tutti gli effetti la prima sfida internazionale avente come oggetto il bridge, insomma, per quanto ufficioso, una specie di primo Campionato Mondiale. La sfida cominciò lunedì 15 settembre del 1930 all’Almacks Club di Londra e gli inglesi terminarono la prima tornata di incontri con un lieve vantaggio, ma il giorno successivo, passato alla storia come il martedì nero del bridge inglese, la squadra americana capovolse nettamente il risultato e mantenne il vantaggio per tutto il resto dei giorni di gara terminando le 200 Smazzate dell’incontro con 4.845 punti di vantaggio. Prima di ripartire dall’Inghilterra, i Culbertson accettarono anche una seconda sfida proposta dai giocatori del famosissimo Crockfor’s Club, che si schierarono con la seguente formazione: Henry Beasley, Guy Domville, George Morris e Captain Hogg. Dopo altre 200 smazzate il vantaggio degli americani fu di 4.905 punti. La notizia delle vittorie dei Culbertson fu accolta negli States da un vero e proprio tripudio nazionale, tanto che la prima edizione del Blue Book andò esaurita in 24 ore! L’astro di Ely asceso in quella fortunata occasione, avrebbe brillato per lungo tempo nel mondo intero.

(dall’archivio di http://www.infobridge.it/)